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Studio di Nutrizione Funzionale
Via Donatello, 3
20131 Milano
Tel +39 348 547 3478


D.ssa A. Lorella De Mariani Biologa Nutrizionista
Specialista Biochimica Clinica Ordine dei Biologi n.031855


GUT SCREENING  Test della flora intestinale

L’importanza dell’intestino nei processi di difesa dell’organismo è oggi largamente riconosciuta. Esso viene a ragione considerato come un vero e proprio organo immunitario di grande importanza.
Data la molteplicità delle funzioni della microflora intestinale ne deriva che sono numerose le condizioni patologiche dovute alla sua alterazione: dall’alitosi alle diarree, dalle coliti al meteorismo, al favorire malattie infiammatorie e degenerative.
Il disordine microbico intestinale dovuto ad alimentazione inadatta o stress produce una variazione ed alterazione della flora, con proliferazione di batteri e funghi e di conseguenza produzione di tossine che attraverso il sangue vanno ad intossicare ed ammalare cellule, tessuti ed organi.
Mantenere l’equilibrio dell’ecosistema batterico nel tratto gastrointestinale significa contribuire alla conservazione di un buon stato di salute e benessere generale.
Il Gut Screening è uno check up completo, per individuare le cause di patologie acute o croniche intestinali , tramite analisi delle feci.
Si tratta in pratica di un sistema di esami che spazia dalla microbiologia alla microscopia per ricerca di  patogeni o parassiti e parallelamente ad una quantificazione di un potenziale disequilibrio della flora intestinale fermentativo o  putrefattivo (es. bifidobatteri, lattobacilli ed enterococchi) . Quest’ultimo dato, risulta di particolare rilevanza per stabilire che tipo di approccio nutrizionale riservare al paziente ed una indicazione di rimedi specifici.

L’esecuzione del Gut Screening è particolarmente indicata in caso di :

  1. Coliti croniche
  2. Colon irritabile
  3. Alterazioni dell’alvo ( diarree, stipsi)
  4. Malattie infiammatorie
  5. Gonfiore addominale
  6. Disbiosi
  7. Candidosi
  8. Dismicrobismo( funghi,  parassiti…)
  9. Disturbi digestivi
  10. Gastriti

Il test viene eseguito su campioni di feci e di urine

 
FAT-Profile - Analisi Lipidomica


FAT-Profile: Composizione Lipidica delle Membrane Cellulari

Cosa e dove sono i lipidi

I lipidi compongono la membrana cellulare insieme alle proteine ed al colesterolo, arrivando fino a circa il 70% della composizione totale, secondo il tipo di cellule. La membrana è indispensabile alla vita cellulare e le sue proprietà vengono regolate dalle composizioni dei lipidi, in particolar modo dal tipo di acidi grassi presenti che vengono distinti in:
Acidi Grassi  Saturi (SFA) e Monoinsaturi (MUFA), che l’organismo umano può preparare mediante biosintesi;
Acidi Grassi Essenziali (EFA), che devono essere introdotti con l’alimentazione, a loro volta distinti in Omega-3, di cui il capostipite è l’acido linolenico ed Omega-6, di cui il capostipite è l’acido linoleico. Da essi derivano altri Acidi Grassi Polinsaturi (PUFA), e tutte queste componenti insieme fanno sì che la membrana sia dotata della fluidità e della permeabilità necessaria per svolgere le sue funzioni.

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Test di nanomiscroscopia in campo oscuro

La microscopia in campo oscuro è una metodologia di studio delle cellule del sangue per mezzo di un nanomicrospopio a fluorescenza liquida.
La microscopia in campo oscuro permette una visione morfologica molto significativa: la forma, la dimensione ed il comportamento delle cellule del sangue possono essere indicative per lo studio dinamico della biologia dell'organismo.

E' un test di screening che permette di valutare lo stato dinamico del paziente e a dare precise indicazioni sulle strategie terapeutiche.

Il test fornisce le seguenti informazioni:

  • Controllo della dimensione e della forma degli eritrociti
  • Ossigenazione delle emazie
  • Identificazione di microrganismi simbionti o parassiti
  • Integrità delle membrane delle cellule sanguigne
  • Mobilità dei granulociti
  • Resistenza vitale del sangue
  • Presenza di tossine metaboliche
  • Presenza di funghi o muffe
  • Stati infiammatori acuti, cronici o in regressione
 
TUTTI I GIORNI SIAMO ESPOSTI AI METALLI TOSSICI: 9 SEMPLICI REGOLE PER IMPARARE A DIFENDERCI
1.Evita di frequentare strade trafficate e ambienti fumosi: camminare fa bene quindi, se puoi, cerca strade secondarie e poco trafficate, meglio ancora se pedonali o che passano all’interno di parchi, per raggiungere le tue mete
2.Elimina le foglie esterne delle verdura e lava accuratamente i prodotti freschi con un cucchiaio di aceto per eliminare le sostanze inquinanti: le foglie esterne sono maggiormente esposte all’aria, agli agenti fertilizzanti e antiparassitari. Non si tratta di uno ‘spreco di prodotto’: eliminare le foglie esterne delle verdure è un atto che dobbiamo alla nostra salute
3.Limita il consumo di pesce spada e tonno a non più di 1 volta al mese: i nostri mari sono famosi per altri tipi di pesce più ricchi e omega3 e più gustosi. Prova le alici, lo sgombro, le sarde, il branzino per citare i più famosi
4.Evita le pentole di rame o di alluminio e non avvolgere i cibi nella pellicola di alluminio: le pentole di rame danno un tocco di tradizione alla nostra cucina, soprattutto quando si preparano piatti tradizionali come la polenta, proprio come facevano i nostri nonni. Però, rispetto a 50 anni fa, sappiamo però che alcuni metalli sono tossici: meglio quindi usare pentole e materiali moderni, più adatti alla salute. Per quanto riguarda la conservazione dei cibi, oggi esistono tante alternative come i contenitori ermetici, sicuramente più igienici e non nocivi  
5.Riduci il consumo di alcol, perché favorisce l’assorbimento del cadmio e del piombo
6.Non assumere antiacidi, perché contengono Sali di alluminio
7.Assumi un buon integratore antiossidante: il tuo medico o il farmacista ti possono consigliare quello più adatto alle tue esigenze
8.Consuma cibi ricchi di minerali come semi oleosi e frutta secca: pinoli, semi di girasole, noci e nocciole, pistacchi, semi di zucca e sesamo diventano un’ottima integrazione nelle insalate, nelle torte salate, nella pasta. Attenzione soltanto alle calorie
9.Assumi tutti i giorni un integratore di vitamina C e un multiminerale contenente zinco, calcio e selenio

COSA FARE?
La diagnosi
I metalli si depositano in gran parte nei tessuti dove esercitano il loro effetto pro-ossidante. Due sono i metodi più accreditati:
1.Mineralogramma (metodo indiretto): si effettua sul capello corrisponde e corrisponde a una biopsia tessutale. Esprime la media dei livelli di minerali di alcuni mesi. I risultati esprimono una tendenza verso una disfunzione non una diagnosi.
2.Test di Chelazione (metodo di elezione): è il metodo oggi più valido per la reale determinazione della tossicità da metalli tossici. ll Test di Chelazione messo a punto nel 1996 dal Dott. F. Verzella et al. consiste nel confronto dei valori di metalli tossici esaminato in due campioni di urina prima e dopo la somministrazione di un agente chelante.

La terapia
LA TERAPIA CHELANTE è una potente terapia antiossidante,  trattamento di scelta per la rimozione dei metalli tossici per la prevenzione dei danni  da radicali liberi da loro provocato. Migliorare la nutrizione e assumere supplementi vitaminici e minerali sono parte integrante di questo programma di detossificazione.
 
Sai cosa sono PIOMBO, ALLUMINIO, MERCURIO, CADMIO e ARSENICO?
La risposta è ovvia: sono metalli. Ma quale significato abbiamo per la salute dell’uomo, è meno ovvio.
Oggi gli esperti li definiscono metalli tossici ovvero sostanze che penetrano in maniera insidiosa nella nostra vita attraverso cibi, bevande, prodotti per l’igiene personale, aria. Nel corso di tutta la vita i metalli tossici possono accumularsi all’interno del corpo umano in determinati organi  (ossa, fegato, reni, sistema nervoso, tessuto adiposo) e nei tessuti dove si accumulano e svolgono la loro azione dannosa.
“Pur trovandosi diffusi naturalmente in varie percentuali nella terra e quindi nelle acque, questi metalli possono diventare tossici per l’uomo quando entrano a far parte della nostra catena alimentare – spiega Riccardo Stradi, professore ordinario di chimica dell’ambiente presso l’Università Statale di Milano. –
L’uomo, del resto, ha contribuito ad aumentare la presenza dei metalli tossici nell’ambiente favorendo l’aumento delle concentrazioni di tali metalli rispetto alla situazione naturale del suolo. C’è da dire però – continua l’esperto – che, a monte, stiamo già cercando di evitare l’uso di tali metalli nella pratica quotidiana: basti pensare alla proibizione relativa all’uso di termometri a mercurio, oppure all’introduzione, ormai molti anni fa, delle benzine prive di piombo, oppure, più recentemente, la sostituzione del piombo con l’alluminio per le cartucce da caccia; a valle, invece, i medici utilizzano le terapie chelanti per detossificare l’organismo umano dai metalli tossici presenti in eccesso. Insomma, si combatte su entrambi i fronti per contenere l’uso e i danni per la salute umana che oggi si conoscono”.
Nel corso dell’evoluzione, l’uomo ha adattato la propria biologia alla presenza di tali metalli tossici nell’ambiente in cui vive. Infatti, il nostro organismo è composto anche da quei metalli.
Allora, perché oggi l’attenzione della comunità medica è così forte verso la tossicità di tali elementi?
“Oggi, la medicina inizia a riconoscere le conseguenze negative sulla salute umana derivanti dal bioaccumulo dei metalli tossici – spiegano all’unisono gli esperti che saranno presenti alla conferenza su Metalli tossici: un approccio funzionale alla salute’ che si terrà il 21 maggio a Monza presso il Centro di Medicina Biologica – Purtroppo l’uomo contribuisce ad aumentare la presenza di tali metalli nell’ambiente e di conseguenza nell’aria e nel cibo.
Anche taluni alimenti che acquistiamo per l’uso quotidiano contengono metalli tossici: dipende dal terreno in cui vengono coltivati, dalla vicinanza a terreni inquinati oppure a strade di traffico intenso, dall’acqua con cui viene irrigato il terreno ed infine dal materiale di imballaggio e conservazione utilizzato prima di finire nei nostri supermercati – spiega Lorella De Mariani, biologa nutrizionista responsabile del Centro di Monza. –
Per esempio, la quantità di piombo contenuto nel nostro corpo è 500 volte superiore rispetto a quella presente soltanto 100 anni fa. Significa che, per qualche ragione, nell’arco di 100 anni la nostra esposizione al piombo è stato 500 volte superiore a quella rilevata all’inizio del secolo scorso.
Le conseguenze sono a carico soprattutto del sistema antiossidante, nel caso del piombo, ma altri metalli coinvolgono altri organi e distretti. E gli effetti, purtroppo, si vedono anche nei bambini, non soltanto negli adulti – spiega Franco Verzella, medico e Presidente Associazione DAN Europe (Defeat Autism Now). – Depositandosi nei tessuti e venendo veicolati dal sangue, i metalli tossici possono essere rilevati con l’esame delle urine e il test di chelazione che consiste nel confrontare i valori di metalli tossici presenti nelle urine prima e dopo la somministrazione di un agente chelante (spesso un farmaco).
La chelazione – continua l’esperto – è un meccanismo chimico attraverso il quale una molecola biologica incorpora all’interno della propria struttura uno ione metallico. Una volta chelato e quindi incorporato, il minerale perde le sue proprietà fisiologiche o tossiche, viene sequestrato all’interno della struttura dell’agente chelante e con esso viene eliminato fisiologicamente dall’organismo”.
Il test per la determinazione dei metalli tossici va correttamente inteso come uno strumento di prevenzione primaria, in rapporto all’attuale diffusione e intensità dell’inquinamento ambientale ed alimentare.
Il protocollo di trattamento viene personalizzato in  rapporto ai risultati del test ed alle condizioni di salute del singolo paziente e comprende la somministrazione di farmaci e di integratori, per un arco di tempo compreso tra 3 mesi a oltre un anno.
Scopo del trattamento è di riportare i livelli dei metalli tossici entro limiti accettabili, riducendo o spegnendo i sintomi e promovendo la salute ed il benessere della persona.
 
METALLI TOSSICI E TERAPIA CHELANTE UN APPROCCIO FUNZIONALE ALLA SALUTE
L’inquinamento ambientale, la tossicità alimentare e quella relativa ai farmaci di sintesi che caratterizzano la attuale Società Globalizzata sono in larga parte caratterizzati dalla presenza di Metalli Tossici (MT).
I più comuni Metalli Tossici comprendono: Mercurio, Piombo, Arsenico, Cadmio, Antimonio, Nickel, Alluminio, Rubidio, Stagno, Uranio,Torio, Bario, Bismuto, Cesio, Gallio, Niobio, Platino, Tungsteno, Titanio, Tallio, Gadolinio.
I Metalli Tossici penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso amalgame dentali al mercurio, vaccini contenenti mercurio e alluminio, protesi ed impianti endo-ossei, farmaci, prodotti cosmetici, alimenti, bevande, aria atmosferica, materiali di contatto, ambienti di lavoro, abiti e trasporti.
La ricerca tossicologica ha recentemente dimostrato l'estrema pericolosità della esposizione cronica a bassi dosaggi, perché essi si accumulano lentamente all’interno dei nostri tessuti, non partecipano ad alcuna attività funzionale biologica e la loro azione consiste nel bloccare l'attività di numerosi complessi enzimatici, con effetto cumulativo e di reciproco rinforzo nel tempo.

In altre parole, i Metalli Tossici entrano nella “cassaforte” del nostro metabolismo e lo alterano profondamente, per cui la formulazione di intervalli di sicurezza è comunque sempre puramente convenzionale!
Nel cervello, fegato, rene, sistema immunitario, ossa, polmoni, i Metalli Tossici creano reazioni localizzate di tipo infiammatorio e reazioni generalizzate, con genesi tossica e/o immunitaria, che ci predispongono ad una lunga serie di disturbi e di malattie: stress ossidativo, insulino-resistenza, ipertensione, aritmie ventricolari, bronchiti e polmoniti, asma, calcolosi, nefropatie, anemia, diarrea, affezioni infiammatorie croniche dell’intestino, ulcera duodenale, epatite, sensibilità chimica multipla, sindrome della fatica cronica, cefalea, disturbi dell’umore e del comportamento, psicosi, autismo e disturbi dello sviluppo, dipendenze, sclerosi a placche, parestesie, paralisi, deficit motori, Alzheimer, SLA, Parkinson, ototossicità, rinite cronica, dermatite da contatto, cancro.
Il sangue è il principale mezzo di trasporto dei metalli secondo cinetiche dipendenti da: diffusibilità, forma di legame, velocità di bio-trasformazione e disponibilità di ligandi intracellulari.
Le principali vie di escrezione dei metalli sono quella renale e quella biliare-intestinale. Alcuni organi (ossa, cervello, fegato e rene) sequestrano determinati metalli in concentrazione relativamente elevate e cronicamente per anni.
La intossicazione cronica da metalli oggi interessa una larga percentuale della popolazione, in relazione alla loro ubiquità e colpisce tutte le fasce di età, fin dalla primissima infanzia.
Per queste ragioni l’accertamento della eventuale intossicazione cronica da metalli deve rappresentare una delle prime attenzioni preventive, quando la diagnosi è incerta, in caso di una malattia cronica degenerativa, in fase di pre-concepimento e, sistematicamente in caso di attività lavorativa a rischio.
Una larga percentuale della popolazione adulta presenta in media 3-5 amalgame al mercurio, che rappresenta oggi la prima causa di tossicità da mercurio. La rimozione sistematica delle amalgame con tecnica protetta e la successiva detossificazione rappresentano oggi indicazioni preventive assolute, nella quasi totalità dei casi.
Il metodo più obiettivo e scientificamente valido per la determinazione della tossicità da metallo è rappresentato dal test di chelazione, che consiste nel confronto tra i valori di metallo tossico presente nelle urine prima e dopo la somministrazione di un agente chelante.

La detossificazione da metalli oggi si avvale dell'uso di farmaci : acido etilendiaminotetracetico (EDTA, acido meso-2,3 dimercaptosuccinico (DMSA) acido2,3-dimercaptopropano-1-sofonico(DMPS),Tiamina Tetraidrofurfuril disulfide (TTFD)
e di nutrienti quali: Glutatione, acido alfa-lipoico, Zinco ed il potenziamento del circuito della Metilazione-Sulfossidazione, mediante Metil-cobalamina, acido folinico, piridossal-5 fosfato, magnesio e riboflavina.
Il trattamento di detossificazione va personalizzato in rapporto alle esigenze individuali e dei risultati delle analisi di laboratorio.

I Protocolli di Terapia Chelante sono stati messi a punto attraverso una esperienza intensa di oltre trenta anni in campo internazionale e possono essere applicati in una vasta percentuale della popolazione, a partire dai primissimi anni di vita.

A cura del Dott. F. Verzella Presidente DAN! Europa
 
Intolleranze alimentari: allergie non allergiche

Questa definizione risale al 1991, quando l'allergologo Kaplan (International Academy of Allergy and Clinical immunology), presentò un articolo in cui descriveva l'esistenza di stati allergici che non era possibile correlare alle immunoglobuline E (IgE), affermando quindi la necessità di considerare l’esistenza di ipersensibilità dovute alla risposta del sistema immunitario anche se non dipendenti dalle immunglobuline E (IgE).

Esse dipendono da una reazione di accumulo, e non vengono mediate dalle Immunoglobuline E (quelle delle risposte immediate) ma da altri tipi di cellule e di anticorpi.
Quando esiste una intolleranza alimentare, e si continua a mangiare quel cibo, si genera una reazione infiammatoria, i cui effetti si manifestano in numerosi modi. Si deduce  che  tutte le patologie che hanno una componente di tipo infiammatorio come la colite, cistite, tosse, l'artrite, l'asma,la cefalea, l'obesità, la candidosi, cistite sono tutte patologie in cui le intolleranze alimentari hanno un ruolo significativo.
E' evidente  che allergie e intolleranze alimentari non sono la stessa cosa.
Le allergie (dipendono dagli anticorpi IgE)sono in genere a insorgenza immediata, mentre le intolleranze alimentari sono invece più lente e subdole e insorgono dopo lunghi periodi di continua introduzione dell’alimento e quindi di stimolazione del sistema immunitario.
Possiamo quindi definire l'intolleranza alimentare come una patologia da accumulo o da iperstimolazione.
Per “guarire”  da una intolleranza alimentare può essere sufficiente modificare  la propria alimentazione.

Lo scopo fondamentale della terapia di una ipersensibilità alimentare non è soltanto quello di far cessare i sintomi, ma soprattutto di aiutare l’organismo a recuperare la tolleranza immunitaria nei confronti degli alimenti.
E’ consigliabile seguire  delle diete di rotazione, che consentono di utilizzare ugualmente l’alimento incriminato, purchè si lasci all’organismo il tempo necessario (quattro giorni o più) per pulirsi dal carico tossico.

E’ importante seguire un'alimentazione varia  anche perché la ripetizione sistematica dell’assunzione di alcuni alimenti dà facilmente luogo all’insorgere di nuove ipersensibilità,   e garantisce l’assunzione di tutti micronutrienti, vitamine e minerali, necessari per il mantenimento in buona salute del nostro organismo.
Una DIETA EQUILIBRATA  aiuta a vivere più a lungo.
Oggi, la scienza mostra come l’assunzione regolare di alimenti sani influenzi salute e longevità molto più che ridurre il consumo di cibi meno salutari! Vedi Decalogo della salute

E’ importante osservare che la presenza di una reazione avversa al cibo non determina necessariamente condizioni patologiche ma semplicemente condizioni particolari anche nel soggetto sano come ad esempio soprappeso, stanchezza cronica, invecchiamento precoce, alterata performance muscolare sportiva in questi casi il semplice controllo dell’ ipersensibilità alimentare potrà portare a importanti miglioramenti.
E' chiaro, pertanto come qualsiasi disturbo con una componente infiammatoria dovrebbe far pensare anche alla possibilità di valutare eventuali ipersensibilità alimentari anche perché una volta identificati i cibi verso cui esiste reattività è possibile con una dieta opportuna (che tiene conto delle ipersensibilità emerse) contribuire a migliorare il disturbo in questione.
Non si deve pensare alle intolleranze alimentari come ad un problema solo relativo alla malattia; identificare un’intolleranza alimentare può consentire al soggetto sano di migliorare il proprio stato di salute  e di rafforzare le capacità difensive del proprio organismo.


Bibliografia
2003  Allergy Asthma Immunol, IgE and non IgE food allergy.
2004 Jaci (Journal Allergy Clinn Immunol),  Update on food allergy
2004 Sampson H. Update on Food Allergy. J Allergy Clin Immunol 2004 May;113(5):805-19;
Finkelman FD. J Allergy Clin Immunol 2007;120:506-15,

 
La Cellulite: una vera e propria patologia
La pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS) , più comunemente chiamata cellulite , indica una condizione alterata del microcircolo a livello del tessuto sottocutaneo che è ricco di cellule adipose. L’ipertrofia delle cellule adipose porta ad una riduzione degli spazi intracellulari con conseguente alterazione del microcircolo. L’equilibrio del sistema venoso e linfatico modificato porta come conseguenza ad un rallentamento del flusso sanguigno e una ritenzione di liquidi da parte dei tessuti.
L'insorgenza della cellulite può essere considerata quindi come una vera e propria patologia e come tale è dovuta a più fattori: familiarità, sesso e razza vengono definiti fattori primari e come tali non sono eliminabili.
Esistono tuttavia altri fattori che possono ulteriormente aggravare questa patologia che sicuramente potrebbero essere controllati adottando uno stile di vita differente: primo fra tutti la cattiva alimentazione.
E’ evidente che prima si interviene tanto più sono le possibilità di contenere il fenomeno.
Qualsiasi trattamento esterno anche se efficace ha un effetto di breve periodo se non si modificano le cause che portano a questa situazione.
Tra le varie concause che possono ulteriormente aggravare questa patologia la più importante è sicuramente una cattiva alimentazione. Ma allora quale alimentazione è la più idonea?  
E’ noto da studi scientifici che una causa importante della PEFS (lo stesso vale per il sovrappeso) è la reazione infiammatoria cronica di basso grado la cosidetta low-grade inflammation (Wellen KE, Hotamisligil GS J Clin Invest 2003 December 15; 112(12); 1785-1788).
E’ altrettanto certo che le Intolleranze alimentari sono in grado di scatenare delle reazioni infiammatorie croniche….(Wilders-Truschnig M, Mangge H, Lieners C, Gruber H, Mayer C, März W.)
Proprio a tal proposito quindi l'identificazione di eventuali intolleranze alimentari risulta essere un valido strumento diagnostico, che possa portare ad un netto miglioramento di questa patologia.
Conoscere il cibo nemico attraverso un piccolo prelievo di sangue

La cellulite: il primo segnale di "invecchiamento”
Alte concentrazioni di radicali liberi e più in generale l’aumento della velocità dei processi di invecchiamento cellulare sono strettamente correlati al problema estetico della cellulite; a sua volta quest'ultima può essere efficacemente contrasta da una buona capacità antiossidante dell'organismo.
L’invecchiamento non può essere bloccato ma si può fare molto per rallentarlo
Interessante è  valutare il bilancio globale dello stress ossidativo.
La misurazione dei radicali liberi dell’ossigeno (test Radicali liberi) e la  valutazione della nostra capacità di contrastare all’ossidazione (barriera antiossidante), l'anti-aging profile rappresenta un mezzo in grado di fornire al nutrizionista elementi utili nella prevenzione di numerose patologie.
E' chiaro che l'aging profile risulti un valido strumento diagnostico, sia per il paziente che può prevenire anche patologie antiestetiche (come la cellulite), sia per il specialista che può adoperarlo per tenere monitorata e guidare l'alimentazione del proprio paziente verso quegli alimenti con maggior potere antiossidante.
L’esecuzione del test è semplicissimo, basta un piccolo prelievo.

La cellulite: riconosci gli acidi grassi buoni e quelli cattivi
I lipidi sono componenti fondamentali dell'organismo umano rappresentando, per quest'ultimo, non soltanto una considerevole fonte energetica, ma altresì, grazie alle loro funzioni strutturali e metaboliche, le pedine indispensabili per l'attuazione di innumerevoli processi fisiologici.
Tra gli acidi grassi distiguiamo principalmente:
Acidi grassi saturi (SFA): fungono principalmente da serbatoio di energia e possono essere sintetizzati dall’organismo.
Acidi grassi monoinsaturi (MUFA): hanno funzione energetica e favoriscono la formazione delle HDL (colesterolo buono). Come gli SFA possono essere sintetizzati dall’organismo.
Acidi grassi poliinsaturi (PUFA, i capostipiti degli acidi grassi Omega-6 e Omega-3): hanno importanti ruoli strutturali e metabolici. E’ importante l’assunzione, attraverso il cibo, degli acidi grassi poliinsaturi essenziali.
Tra gli acidi grassi polinsaturi in particolare, gli eicosanoidi originati dagli acidi grassi omega-3, hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione di numerose patologie, tra le quali ricordiamo anche la cellulite.

Quanto detto è ampiamente giustificato dal fatto che gli omega-3:
- riducono il livello dei trigliceridi nel sangue
- portano alla regressione del processo aterosclerotico
- prevengono la trombosi e di conseguenza l'infarto del miocardio

Un giusto equilibrio tra le due famiglie di acidi grassi rimane in ogni caso fondamentale per la prevenzione e la cura di patologie cardiovascolari. (Colussi G, Catena C, Baroselli S, Nadalini E, Lapenna R, Chiuch A, Sechi LA.)
Infatti la maggior parte delle malattie croniche come affezioni cardiovascolari, diabete, artrite ed altre sono caratterizzate dall'eccessiva presenza di eicosanoidi derivati dagli omega-6 e da uno sbilanciamento che vede una ridotta produzione di eicosanoidi derivati dagli omega-3.
Purtroppo sia gli omega-3 che gli omega-6, pur essendo indispensabili per numerose funzioni metaboliche, hanno come precursori due acidi grassi essenziali, vale a dire non sintetizzabili dall'organismo; tutto questo fa emergere l'importanza fondamentale della dieta e di come tener monitorato il questo rapporto nel tempo.

Analisi Lipidomica: il giusto rapporto per una dieta equilibrata
L'Analisi Lipidomica  permette di ottenere le giuste informazioni riguardo lo stile di vita, la dieta ed eventuali stati patologici del paziente.
Prevede infatti l’analisi non solo degli acidi grassi omega 3 ed omega 6, ma di tutti gli acidi grassi plasmatici e di membrana dell’eritrocita (globulo rosso).
Questa analisi è alla base della prevenzione di patologie degenerative e vascolari che  possono essere anche causa dell'insorgenza di cellulite.
L'analisi lipidomica rappresenta quindi il punto di partenza per ritrovare in generale salute e benessere.
Grazie al ripristino del corretto rapporto tra omega-3 e omega-6, attraverso un corretto regime di integrazione nutrizionale , i benefici per la salute saranno tangibili a breve termine.
 
Benessere Intestinale
"Se stai male, rimetti a posto l'intestino" Ancora oggi, anche alla luce di nuove conoscenze, la medicina biologica  ritiene essenziale avere un intestino in perfette condizioni. Vediamo perché.
La funzionalità intestinale è, di norma, uno dei principali oggetti delle attenzioni da parte del nutizionista durante un consulto. Stitichezza diarrea, colon irritabile o colite, gonfiore o dolori addominali, cistiti, candidosi : sono i segni più eclatanti che ci dicono che il nostro intestino è in difficoltà.
Ma, risultano fondamentali anche altri possibili indizi di una cattiva funzionalità intestinale, che solo in apparenza possono sembrare non collegabili, quali problematiche di pelle, capelli, stanchezza, infezioni e infiammazioni ricorrenti, emicrania  cellulite, ecc.   .
Le funzioni che l'intestino svolge sono stupefacenti: da un lato infatti è un organo di assorbimento dei nutrienti, ma dall'altro costituisce una barriera fisica e immunitaria al passaggio di tossine, microrganismi, cibi indigeriti e proteine allergizzanti.
Il carico tossico intestinale è tenuto in parte sotto controllo da una flora batterica simbiotica "buona".
Attraverso l'intestino vengono assorbiti non solo i nutrienti principali, ma anche vitamine e minerali necessari agli enzimi, i responsabili di tutte le reazioni biochimiche che avvengono nell'organismo. Se l'efficienza intestinale non è perfetta, l'assimilazione di questi micronutrienti diventa problematica e gli enzimi non riescono a svolgere le loro funzioni. In tal caso, anche se la nostra alimentazione è sana, non riusciamo a ricavare dal cibo quel che ci serve per stare bene.
Inoltre la mucosa intestinale, in alcune circostanze, può non essere del tutto impermeabile alle tossine, che riescono così a penetrare nel circolo ematico e da qui a diffondersi in ogni parte del corpo, producendo un ampio ventaglio di conseguenze negative.  
Può quindi verificarsi una situazione paradossale, per la quale le tossine intestinali e i prodotti di scarto vengono assorbiti, mentre le sostanze utili non sono assimilate a sufficienza, condizione che ci predispone a disordini immunitari, malattie acute e processi cronici e degenerativi. Le principali cause all'origine di questo squilibrio della funzionalità intestinale sono le seguenti.
a) Cattiva masticazione, alimentazione non corretta ed errate combinazioni alimentari, che ostacolano i processi digestivi e permettono al cibo indigerito di arrivare nell'intestino crasso, ove scatena reazioni infiammatorie e provoca disbiosi (sostituzione delle normali popolazioni batteriche benefiche da parte di altre dannose), che a sua volta rende sempre più difficile la digestione. I cibi mal digeriti infatti, in presenza di disbiosi, vanno incontro a fenomeni fermentativi e putrefattivi, che portano alla liberazione di sostanze quali cadaverina e putrescina (sic!), provocano dolori e fanno nascere disturbi nei più disparati distretti corporei.
b) Reazioni di ipersensibilità ad alcuni cibi.negli ultimi anni il numero di persone che presentano malesseri legati a intolleranze alimentari è aumentato in maniera rilevante. Le intolleranze alimentari sono  una delle ragioni principali alla base della maggior parte dei disturbi non diagnosticati nei soggetti considerati "sani", oltre che parti in causa nella genesi di diverse malattie croniche. Limitandoci al tema in esame, le intolleranze conducono velocemente a disbiosi, sono una delle principali cause di malassorbimento e possono provocare gravi lesioni alla mucosa intestinale.
c) Turbe emozionali  Cervello e apparato gastrointestinale sono profondamente connessi dal punto di vista neurologico: I fattori psico-emotivi influenzano anche la motilità della muscolatura intestinale, provocandone iperfunzione (che porta a diarrea) o ipofunzione (che determina stipsi).
Non solo il cervello agisce sull'intestino, ma è vero persino il contrario: molti neurotrasmettitori, come la serotonina (il "neurotrasmettitore del buonumore"), sono prodotti anche nell'intestino; in caso di disfunzionalità intestinale, la formazione di neurotrasmettitori ne risente e possono manifestarsi disturbi del comportamento.
d) Stipsi. È sia causa che effetto del malessere intestinale. Il rallentamento del transito del materiale fecale determina un incremento anche notevole della tossicità e del passaggio delle tossine attraverso la mucosa.
e) Assunzione di alcuni farmaci, oltre a provocare disbiosi, a interferire con le funzioni della barriera intestinale e a renderla più porosa, promuovono la moltiplicazione oltre misura di lieviti naturalmente presenti nell'intestino, quali la candida(Candida albicans), soprattutto in presenza di un sistema immunitario già indebolito. La proliferazione della candida provoca svariati problemi, primi tra tutti il danno alla mucosa e l'alterazione della risposta immunitaria.
Gli esiti di tutto ciò, in buona sostanza, sono quelli a cui accennavamo: presenza eccessiva di tossine nell'intestino e lesioni nella mucosa, le quali, aumentando la permeabilità intestinale, permettono l'anormale passaggio di sostanze e tossine dall'organo digestivo al sangue.
In merito all'eccesso di tossine, oltre a quelle che introduciamo quotidianamente con cibo e acqua, nell'intestino si ritrovano le tossine endogene prodotte dai batteri nocivi eventualmente presenti.
La disbiosi è una delle principali cause di tossicità. Danneggia direttamente le cellule intestinali, provoca alterazioni del transito con putrefazione, fermentazione, produzione di alcol e gonfiore, altera la risposta immunitaria e genera metaboliti tossici che possono essere assorbiti dal corpo. Certi microrganismi addirittura trasformano in cancerogene diverse sostanze innocue dei cibi e dei secreti del fegato. Alcuni metaboliti batterici provocano inoltre problemi neurologici, poiché mimano l'attività di certi neurotrasmettitori (le molecole mediante le quali funziona il sistema nervoso), provocando alterazioni del comportamento, ansia e depressione.
Le tossine batteriche non smettono di fare danni nemmeno quando sono distrutte: infatti il fegato, per neutralizzare l'ingente carico tossinico, deve impegnare molti dei suoi enzimi di detossificazione, con conseguente aumento della produzione di nocivi radicali liberi e affaticamento di questo prezioso organo, già impegnato nell'eliminazione delle tossine ambientali (inquinanti, alimenti, farmaci, ecc).
La disbiosi crea quindi alterazioni a catena e a tutti i livelli, che ci rendono assai vulnerabili.
Il problema della tossicità si aggrava se è accompagnato da lesioni della sottilissima barriera rappresentata dalla mucosa intestinale. Quando compare un'eccessiva porosità della mucosa, il passaggio dall'intestino al resto dell'organismo di sostanze che normalmente non penetrano aumenta in maniera drammatica. In tal caso, oltre a una maggior quantità di tossine, entrano nel corpo anche batteri e allergeni alimentari, che in primo luogo determinano un ulteriore sovraccarico epatico e una modificazione della risposta immunitaria.
Al di là di specifiche malattie o sintomi intestinali, come nutrizionista non essendo concentrata sulla cura di specifiche patologie, ma sul ripristino del fisiologico equilibrio dell'organismo e sul miglioramento del terreno individuale - guarda all'intestino come a un vero e proprio ecosistema, la cui integrità dev'essere a ogni costo salvaguardata e, ove necessario, ricostituita.  
Per ottenere questo risultato, è necessario comprendere cosa vi sia all'origine della disarmonia intestinale, Pur tenendo presente che ognuno di noi è un caso a sé e che non esistono trattamenti standardizzati , è possibile ipotizzare la compartecipazione a ogni squilibrio dell'intestino di due fattori principali: l'alterazione della normale flora batterica ivi residente (disbiosi) e la presenza di intolleranze alimentari che possono squilibrare, anche notevolmente, la fisiologica funzionalità intestinale.
Due fenomeni che, per di più, sono in grado di influenzarsi reciprocamente in senso peggiorativo.
Attraverso un semplice e non mortificante piano alimentare personalizzato , basato sulla studiata rotazione infrasettimanale dei cibi eventualmente risultati positivi al test, e la messa in atto del mirato trattamento naturale dell'intestino chiamato 2D+2R (Disinfezione, Drenaggio, Reimpianto e Riparazione),  è possibile, nel volgere di breve tempo, ritrovare il benessere. I risultati di una simile strategia sono in genere sorprendenti.
Per quanto sopra esposto, presso lo Studio di Nutrizione Funzionale Milano è possibile eseguire il Test Intolleranze Alimentari, il test per Disbiosi e Candida intestinale.


a cura della D.ssa Lorella De Mariani Biologa Nutrizionista
 
IL DECALOGO DELLA SALUTE ...IN BELLEZZA

Ogni volta che si redige un decalogo è buone norma consigliare moderazione nel seguirlo. Spesso infatti, è sbagliato seguire rigidamente ogni indicazione: è invece più efficace iniziare da quelle regole che ci sembrano più facili da applicare. Perchè cambiare stile di vita e prendersi cura di sé
non esclude che talvolta si possa anche serenamente "uscire dalle regole". Un atteggiamento sereno infatti, aiuta anche la psiche a non avere sensi di colpa e seguire con gioia le nuove abitudini per la salute!

Iniziamo!

1) Stress Ossidativo: se lo conosci, lo eviti. Conoscere la quantità di radicali liberi e la risposta antiossidante messa in campo dall'organismo, è importante per conoscere il livello di stress a cui stiamo sottoponendo l'organismo. Con questi dati, lo stress si combatte ad armi pari!

Misura lo stress ossidativo! Esiste un test chiamato d-Rom's che, con una sola goccia di sangue, permette di rilevare la quantità di radicali liberi e di antiossidanti endogeni presenti nel sangue. Economico e non doloroso (il prelievo è simile al test per la glicemia), il test permette al medico di definire la quantità e qualità degli antiossidanti da consigliare al paziente e da assumere attraverso alimentazione e integratori specifici, per combattere l'eccesso di radicali liberi, molecole responsabili di almeno 100 gravi patologie in grado di danneggiare la struttura del DNA cellulare.

Come si formano i radicali liberi? Le cause principali dell'eccessiva presenza di radicali liberi nell'organismo si possono sintetizzare in: inquinamento, cattiva alimentazione, eccessiva esposizione ai raggi UV (sole, lampade abbronzanti), abitudine al fumo di sigaretta, radiazioni a cui anche inconsapevolmente siamo sottoposti ogni giorno, stress psico-fisico.

2) Smetti di fumare: guadagni 13 anni di bellezza e salute!
ampiamente dimostrato da molteplici studi scientifici internazionali, secondo un recente studio italiano pubblicato a febbraio sulla rivista scientifica SKINmed (2010;8:23-29), smettere di fumare non soltanto permette di recuerare tono e luminosità della pelle ma riduce l'età biologica della pelle di 13 anni. <<L'estetica cutanea è un parametro che va ben oltre l'avere un aspetto gradevole o meno; la pelle, infatti, come ogni altro organo, invecchia più o meno bene in base alle cure e alle scelte di vita che facciamo>> spiega la dottoressa Adele Sparavigna, dermatologa e una delle tre autrici dello studio scientifico. <<Alimentazione, vita all'aria aperta, abitudine all'esposizione solare, al fumo di sigaretta sono elementi che influenzano in maniera fondamentale l'invecchiamento cutaneo, spesso alterando l'età biologica della pelle. Se soltanto una persona decidesse di smettere di fumare>> conclude l'esperta <<già dopo 9 mesi sarebbe evidente un miglioramento delle rughe nasolabiali, delle zampe di gallina vicino agli occhi, per non parlare della luminosità e idratazione. Un risultato che si misura in una riduzione media di circa 13 anni sull'età biologica della pelle!>> Lo studio, condotto a Milano su un campione selezionato di 64 fumatrici di età compresa tra 30 e 65 anni che avevano scelto di partecipare ad un programma per smettere di fumare, ha permesso di valutare e verificare attraverso indagini strumentali, le modificazioni che avvengono sull'organismo e in particolare sulla cute a 3-6-9 mesi dal momento in cui si smette di fumare. Tra febbraio e novembre 2007 tutte le donne sono state seguite da un team del Derming Institute di Monza composto da dermatologi, psicologi e nutrizionisti: per quanto riguarda la cute, sono stati dimostrati miglioramenti in termini di rughe, vascolarizzazione, elasticità, luminostà e texture della pelle.
3) Evita i luoghi inquinati...quando puoi! mentre sugli stili di vita è possibile agire e cercare di correggere quei fattori responsabili dell'eccessiva produzione di radicali liberi (fumo, alimentazione, ecc,), molto spesso sull'ambiente è difficile porre dei correttivi. È  però sempre consigliabile cercare di frequentare ambienti poco inquinati ogni volta possibile come per esempio sfruttare una bella giornata di sole per fare la pausa pranzo al parco piuttosto che al bar, preferire talvolta una gita in campagna anche d'estate anziché stare in coda per andare tutti al mare.

4) Alimentazione? Da oggi si chiama Nutriterapia: considerare l'alimentazione come terapia e vedere in ogni cibo un farmaco che può far bene oppure nuocere alla nostra salute, è il primo passo per vivere in salute e bellezza ogni giorno dell'anno. <<Conoscere i cibi della nutriterapia e aggiungerne uno o più alla dieta quotidiana diventa fondamentale per la prevenzione di molte patologie determinate dallo stress ossidativo>> spiega la dottoressa Lorella De Mariani nutrizionista e direttore del Centro di Medicina Biologica di Monza <<Oltre a scegliere gli alimenti giusti, è importante saperli combinare in modo ottimale, bere la giusta quantità d'acqua, aggiungere tisane e tè verde ricchi di polifenoli, senza disdegnare un bicchiere di buon vino rosso al pasto; sono tutte scelte che, nel breve e lungo termine, diventano salutari abitudini per combattere i radicali liberi>> conclude l'esperta.
Secondo i principi della nutriterapia, il cibo permette di regolare la produzione di una categoria di ormoni definiti eicosanoidi (di cui fanno parte gli omega-6 e omega-3), il cui equilibrio è direttamente responsabile dell'aumento della massa magra e della diminuzione di quella grassa.
In questo modo, agendo sulla propria alimentazione, è possibile combattere già a tavola i 4 nemici della bellezza responsabili dell'invecchiamento:
1.eccesso di insulina
2.eccesso di cortisolo nemico acerrimo del cervello, viene prodotto soprattutto dallo stress.
3.eccesso di glicemia: è necessario controllare l'assunzione di carboidrati ad alto indice glicemico (zucchero, pane, pasta bianca) preferendo invece i carboidrati che derivano da frutta e verdura, anche a parità di apporto calorico.  
4.eccesso di radicali liberi
Via libera quindi a cavoli, cavolini di Bruxelles dalle proprietà antitumorali e ricchi di vitamine, calcio, fosforo, ferro e potassio (fonte: Nutrition and Cancer 2009 61(2):232); con aglio, cipolle e porri si proteggono esofago e intestino mentre la curcuma (contenuta nel curry) è anche un antiinfiammatorio e disintossicante per il fegato.
5) Tieni a bada l'infiammazione: tra le sostanze che riducono l'infiammazione, definita il "killer silenzioso" perché responsabile, insieme allo stress ossidativo, di molte patologie cronico-degenerative, gli omega 3 contenuti in pesce, mandorle e noci hanno un ruolo importante. Potenti antiossidanti naturali sono anche i frutti di bosco e il resveratrolo (contenuto nei chicchi d'uva rossa), quest'ultimo in grado di riparare i danni del DNA causati dallo stress ossidativo. Tra le bevande, mai dimenticare una tazza di tè verde al mattino oppure a pranzo, per la grande presenza di polifenoli, sostanze naturali anti tumorali. Gli uomini, rispetto alle donne, possono beneficiare degli effetti protettivi nei confronti del tumore alla prostata, che derivano dall'assunzione di verdure di colore giallo-rosso-arancio che contengono l'ormai noto licopene.
Al fine di ridurre lo stato infiammatorio generale del nostro organismo, può diventare utile anche il controllo delle intolleranze alimentari: la presenza di una o più intolleranze alimentari, infatti, può ostacolare il processo di depurazione che va corretto con un adeguato periodo di rotazione dei cibi responsabili del disagio.

6) Tutto quel che serve in un .. monopiatto: la nutriterapia segue la regola del monopiatto diviso in 3 parti: 1/3 carboidrati complessi non raffinati (riso integrale, orzo, farro, legumi, pasta e pane con farina non raffinata); 1/3 proteine (carne, pesce, uova, formaggi); 1/3 alimenti ricchi di fibra a cui aggiungere  grandi quantità di verdure fresche di ogni tipo e colore: radici (carote, ravanelli), foglie (insalata, verza, finocchi, sedani), fiori (carciofi), frutti (melanzane, pomodori, zucche, peperoni).  È abitudine, alquanto salutare, aggiungere agli alimenti anche una piccola quantità a scelta di noci, nocciole, mandorle, pistacchi, pinoli, noci brasiliane, pecan, arachidi, semi di zucca, semi di girasole, lupini...ma senza esagerare a causa dell'elevato contenuto calorico.

Alcuni consigli utili:
a) prima di iniziare il pasto fai un piccolo assaggio di frutta e/o verdura (anche la colazione può iniziare con un frutto);
b) distribuisci i pasti secondo la saggia regola che prevede "una colazione ricca e completa, un pranzo equilibrato e una cena leggera".
c) mastica lentamente
d) impara a "posare la posata" dopo ogni boccone favorisce la digestione e il senso di sazietà.

7) La buona spesa inizia dall'etichetta: è ormai noto che, per ridurre la produzione di radicali liberi e le patologie correlate, l'alimentazione è molto importante. È buona norma evitare di mangiare cibi esageratamente impoveriti dalla raffinazione, dalla cottura e dalla lavorazione industriale (grassi idrogenati), così come è importante rifiutare quanto più possibile le aggiunte industriali di conservanti, coloranti, antibiotici, ormoni, aromatizzanti, leganti, addensanti e di additivi in genere, in grado di ingannare i nostri sensi. Questi cibi, molto buoni al gusto, ma estremamente poveri e dannosi dal punto di vista nutrizionale, sono noti anche come "cibi spazzatura". Riconoscere un alimento sano da uno spazzatura, non richiede grandi competenze: è sufficiente leggere l'etichetta dell'alimento che stiamo per acquistare, verificare la presenza di conservanti, additivi, grassi idrogenati, addensanti ... e rimetterlo sullo scaffale. Oggi, in ogni supermercato, sono presenti valide alternative, molto gustose, che possono sostituire il "cibo spazzatura". Anche i bambini e i ragazzi impareranno ad apprezzarli!
8) Acque sì, acque no: una persona sana dovrebbe assumere durante il giorno 1.5-2 litri d'acqua. Anche l'acqua è considerata, in nutri terapia, un alimento e come tale andrebbe scelta in base all'età, alle esigenze personali e alla presenza di un'eventuale situazione patologica.
A tal scopo è consigliabile non trascurare la lettura dell'etichetta delle bottiglie d'acqua perché può fornirci importati informazioni per la nostra salute e benessere.
Qualche esempio:

* Anemie da carenza di ferro? Acqua Ferruginosa - Ferro bivalente> 1 mg/l.
* Ragazzi in crescita, donne in gravidanza, donne in menopausa, anziani con problemi di osteoporosi e tutti coloro che non assumono il calcio attraverso i latticini? Acqua Calcica - Calcio> 150 mg/l
* Stipsi cronica e carenza di magnesio? Acqua Magnesiaca - Magnesio> 50 mg/l - NB: il Magnesio è il quarto ione più importante nell'organismo umano e il secondo dopo il potassio.
* Fai sport? Acqua Bicarbonata - Bicarbonato> 600 mg/l - NB: Favorisce la digestione perché abbassa l'acidità nella prima parte dell'intestino se bevuta durante i pasti; tampona l'acidità se assunta a digiuno. Consigliata a chi fa sport poiché bicarbonato e calcio possono neutralizzare le scorie del metabolismo muscolare.

Se 2 litri d'acqua sembrano troppi, è possibile sostituire parte dei liquidi con bevande oggi disponibili al bar e in qualsiasi happy hour: spremute, succo di mirtillo, centrifugato di frutta e/o verdura. Anche i cocktail analcolici alla frutta possono essere scelti, talvolta, preferendoli sicuramente a quelli alcolici. Attenzione però: i cocktail contengono spesso molto zucchero derivante da sciroppi fruttati e pertanto possono diventare molto calorici! In questo caso, sarà sufficiente moderare la quantità di stuzzichini, preferendo quelli a base di verdure, qualche mandorla e pistacchi, i sott'aceto piuttosto che patatine e tartine con maionese e salumi.

9) Esercizio fisico: "movimento è salute" .. e non si tratta soltanto di uno slogan. Praticare attività fisica 3 volte la settimana per almeno 30/45 minuti consecutivi, associando attività di tipo aerobico (corsa, camminata a passo svelto, bici, nuoto, step) e anaerobico (esercizi di forza con pesi, per esempio) favorisce la perdita di massa grassa favorendo invece l'aumento della massa magra. Inoltre, la marcia veloce, per esempio per mezz'ora al giorno, aiuta ad attivare le funzioni della pelle mantenedola ossigenata. Meglio evitare le attività troppo intense e prolungate che provocano un accumulo di radicali liberi e acido lattico: accelerano il processo di invecchiamento!
10) Agisci contro l'invecchiamento cutaneo precoce!
a. Proteggiti dal sole con il pino francese: il primo responsabile esterno dell'invecchiamento cutaneo è l'eccessiva esposizione al sole. Proteggere la pelle con creme specifiche ad alta protezione solare, non esporsi nelle ore centrali e assumere, almeno un mese prima e durante tutto il periodo di esposizione al sole, antiossidanti e un integratore a base di Picnogenolo, uno dei complessi antiossidanti più potenti estratto dalla corteccia di un particolare pino che cresce sulla costa francese del Golfo di Biscaglia.

b. Vitamine per la pelle: sono soprattutto le vitamine e i minerali a mantenere la pelle bella e vitale. In particolare la vitamina A contenuta in albicocche, pesche-noci, cicoria, prezzemolo, e il suo precursore, il beta-carotene, contenuto nella frutta e verdura di colore arancione e in ortaggi di colore verde scuro; la vitamina C presente in agrumi, ribes nero, fragole, kiwi, pomodori, peperoni, meloni, broccoli e verdure a foglia verde; la vitamina E contenuta in olio di germe di grano, olio di semi e olio di oliva, mandorle, nocciole, noci, pinoli; e importanti minerali come il selenio che si trova in pollo, tonno, frutti di mare, cereali integrali, broccoli, cavoli, cipolle, e lo zinco presente in manzo, agnello, latte, formaggio, uova e sardine.

c. Detergi e nutri tutti i giorni viso e corpo: ogni giorno sulla nostra pelle si depositano polvere e pulviscolo dello smog. La detersione non ha soltanto lo scopo di eliminare le tracce di trucco della giornata, ma permette di eliminare dalla pelle le polveri che la soffocano, garantendole ossigeno e possibilità di rigenerarsi.
Idratare con creme specifiche per le esigenze di ogni età è importante, ma facendo molta attenzione ad applicarle con un massaggio efficace: <<Per stendere la crema segui il percorso dei muscoli facciali: sul collo passa i palmi delle mani in verticale, dall'alto in basso; sulle gance muovi le dita dal basso verso l'alto come per disegnare una goccia rovesciata, mentre intorno a occhi e bocca procedi con movimenti circolari>> è il consiglio della dermatologa Adele Spravigna.
d. Aiuta la pelle con terapie anti-invecchiamento mirate: esistono trattamenti come l'ossigeno-ozono terapia che hanno come scopo principale stimolare la piena ripresa dell'attività cellulare e quindi il ripristinare le condizioni di perfetta tenuta fisica della pelle. Mentre in campo cosmetico l'ossigeno ozono terapia offre nuove opportunità di bellezza, in campo medico ha effetti sul metabolismo e viene utlizzata per problemi di circolazione arteriosa, ulcere, artrite, malattie della pelle e anche per malattie gastrointestinali.
Le terapie rigenerative, invece, agiscono sulle cause dell'invecchiamento cutaneo, andando a ridurre i livelli alterati di radicali liberi nel sangue e favorendo il drenaggio delle tossine depositate in organi quali, fegato, reni, intestino. Per una profonda azione rigenerativa, molto indicata è la Terapia Chelante, una grande novità nel trattamento e nel recupero di situazioni piuttosto compromesse a causa della presenza all'interno delle cellule di metalli pesanti come mercurio, piombo, alluminio, stagno, cadmio. Tale terapia, riconosciuta come il più potente sistema per ridurre gli stati ossidativi dell'organismo, favorisce l'eliminazione di tali veleni cellulari per vie naturali.


link utile: www.centrodimedicinabiologica.it

 

 
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