Nutrizione & Anti-aging

Nutrizione & Anti-aging

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Nutrizione & Anti-aging

Sommario

    Molteplici studi di carattere epidemiologico hanno sottolineato come gli ortaggi e la frutta contengano fattori protettivi prevalentemente ad azione antiossidante e per questo in grado di proteggere l’organismo da danni ossidativi riconducibili all’azione dei radicali liberi. Ne è conseguita l’osservazione di come una dieta ricca di frutta e verdura od integrata con antiossidanti, manifesti evidenti benefici su alcune forme di neoplasie – polmone, esofago, stomaco, colon-retto, ovaio, mammella – e sulla prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari. Non solo.

    Recenti studi hanno sottolineato come il recupero di particolari abitudini alimentari abbinato al mirato utilizzo di specifici integratori a base di omega 3, sia in grado di esercitare anche una fattiva azione di prevenzione secondaria nei soggetti affetti da malattie a carico proprio dell’apparato cardio-vascolare.

    Esistono necessità qualitative e quantitative e la qualità dei nutrienti, che dovrebbero essere contemporaneamente presenti nell’organismo nelle loro giuste proporzioni, rappresentano le fondamenta di milioni di reazioni biochimiche che avvengono costantemente nel nostro corpo ogni giorno.

    In questo contesto è indispensabile apportare all’organismo mirate e sufficienti quantità di protidi (proteine) e lipidi (grassi) soprattutto insaturi, entrambi necessari per la crescita ed il tono muscolare, per le secrezioni ormonali, per l’ottimizzazione delle capacità cognitive e mnemoniche, per il mantenimento dello stesso tono dell’umore.

    Gli antiossidanti esplicano la loro attività esercitando un effetto di prevenzione nella formazione di radicali liberi e/o neutralizzando quelli già formati. Una dieta variata ricca in frutta e verdure consente di integrare le naturali difese antiossidanti (glutatione, perossidasi, superossidodismutasi, catalasi) e contribuisce a preservare lo stato di salute dell’organismo. In termini figurati si può affermare che mantieni in equilibrio la bilancia ossidativa, che porta su un piatto i fattori di rischio e sull’altro quelli protettivi.

    I fattori protettivi sono:

    Carotenoidi: alfa e beta carotene, licopene, luteina, rispettivamente abbondanti in carote, vegetali a foglia verde, peperoni; pomodori, melone; in broccoli e vegetali a foglia verde.

    Flavonoidi: flavonoli, antociani e tannini, rispettivamente abbondanti in tè verde e nero ed olio di oliva; in vino rosso, arancia rossa, fragole; tè verde.

    Vitamine: la C, la E e quelle appartenenti al gruppo B, rispettivamente abbondanti in agrumi, pomodori, broccoli, cavoli, fragole; in olio di oliva, asparagi, avocado, cereali integrali; in ortaggi verdi e cetrioli.

    Oligoelementi: selenio, zinco, rispettivamente abbondanti in spinaci, broccoli, cavoli, cipolle, funghi; in spinaci e cavoletti di Bruxelles.

    Coenzima Q, acido gamma-linolenico, estratti lipidi: integratori specifici. Infatti, quando i radicali liberi raggiungono livelli decisamente superiori alla norma, diventa consigliabile ricorrere anche ad un’adeguata integrazione, costituita da un pool di antiossidanti a fianco di riparatori delle membrane cellulari, così da rimediare alle perossidazioni che le possono coinvolgere.

    Se dovessimo pertanto individuare le fonti alimentari più “utili” e “benefiche” per l’organismo umano in un’ottica antiossidante, al primo posto metteremmo: mirtilli, cavolo verde, barbabietola; al secondo posto: arancia, cavoletti di Bruxelles, pompelmo, kiwi; al terzo posto: spinaci, pomodori, cetrioli, albicocche, melone, cipolla.

    Sempre in un contesto qualitativo possiamo sottolineare alcune semplici “regole” nutrizionalmente corrette:

    Frutta e verdura in abbondanza;

    Ridurre drasticamente l’assunzione dei latticini contenenti elevate percentuali di grassi saturi;

    Evitare tutti i cibi preconfezionati contenenti grassi saturi (imparare a leggere le etichette!);

    Evitare la cioccolata: contiene grassi saturi; attenzione alle torte commerciali/industriali (meglio quelle fatte in casa!);

    Friggere di rado ed a bassa fiamma, mai riutilizzando l’olio;

    Moderazione nel consumo del caffè (privilegiando quello decaffeinato);

    Ridurre drasticamente anche il burro; vietati lardo, strutto (per esempio focacce) e margarina;

    Utilizzare olio di oliva od oli di semi ricchi di acidi grassi altamente polinsaturi;

    Incrementare il consumo di fibra alimentare (cibi integrali, non raffinati) e recuperare l’abitudine ad un equilibrato consumo di legumi;

    Incrementare l’apporto dei prodotti della pesca, naturalmente ricchi di omega 3 ed omega6;

    Privilegiare le carni bianche rispetto alle rosse, in particolare coniglio e tacchino;

    Non esagerare nel consumo di pane e derivati ed i primi piatti (pasta, riso, ecc.).

    La dieta deve risultare nel suo complesso normolipidica (con prevalenza dell’apporto dei grassi mono e poliinsaturi), relativamente iperproteica (ma scegliendo con buon senso le fonti nutrizionali proteiche e recuperando l’abitudine a consumare la cosiddetta “carne di poveri”, cioè la soia e le altre leguminose), blandamente ipoglucidica (bilanciando bene l’apporto dei carboidrati semplici e di quelli complessi, recuperando anche l’abitudine ad un salutare uso dei cibi integrali, naturalmente ricchi di fibra, vitamine ed oligoelementi).

    L’Università di Boston negli Stati Uniti ha effettuato uno studio volto a quantificare il potere antiossidante dei vari cibi appartenenti al  mondo vegetale. E’ stato così attribuito loro un valore ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity), cioè una specie di unità di misura di questa loro capacità di azione antiossidante consentendo l’individuazione di tre gruppi a capacità via via crescente.

    Alimenti che apportano fino a 500 unità ORAC per porzione:

    Cetrioli 1 :  36 unità

    Pomodori 1: 116 unità

    Spinaci crudi un piatto : 182 unità

    Pesca 1 : 248 unità

    Mela 1 :  301 unità

    Melanzana 1: 326 unità

    Uva bianca/nera un grappolo : 357/570 unità

    Cipolla 1: 360 unità

    Uvetta nera un cucchiaio :  396 unità

    Cavolfiore cotto una tazza: 400 unità

    Fagiolini cotti una tazza: 404 unità

    Patata americana 1: 404 unità

    Kiwi 1: 548 unità

    Alimenti che apportano da 500 a 1000 unità:

    Peperone 1 : 529 unità

    Uva nera un grappolino: 569 unità

    Avocado 1:571 unità

    Patata arrosto 1:575 unità

    Susina 1: 626 unità

    Arancia 1: 983 unità

    Alimenti che apportano da 1000 a 2000 unità:

    Succo d’arancia 1 bicchiere: 1142 unità

    Fragole una tazza:1170 unità

    Pompelmo rosa 1 : 1188  unità

    Succo di pompelmo un bicchiere: 1274 unità

    Cavoli di Bruxelles  cotti una tazza : 1384 unità

    Prugne nere 2: 1457 unità

    More una tazza: 1466 unità

    Barbabietola cotta una tazza: 1782 unità

    Alimenti che apportano oltre 2000 unità:

    Cavolo verde cotto una tazza :2048 unità

    Mirtilli una tazza :3480 unità

    Succo di uva nera un bicchiere : 5216 unità

    È bene ricordare come, tra i “ segreti” per rimanere giovani e sani, c’è sempre quello di una giusta alimentazione. 

    Non è sufficiente mangiare poco, ma è fondamentale scegliere qualità e tipo di alimenti da assumere più spesso di altri.

    Cenni Biografici

    La Dottoressa A. Lorella De Mariani, Biologa Nutrizionista Specialista in Biochimica Clinica,Master di II Livello in Oncologia Integrata, socio dell'Associazione di Ricerca per le terapie Oncologiche Integrate A.R.T.O.I. Collabora con oncologi per calibrare e ottimizzare lo stile di vita e alimentare dei pazienti.  Ha conseguito l’abilitazione alla professione di biologo ed è iscritta all’albo dei biologi dal 17 marzo 1989 n. iscrizione 31855. Si occupa dei meccanismi alla base dei processi degenerativi correlati alla nutrizione: malattie cardiovascolari, malattie autoimmuni, disfunzioni del metabolismo lipidico, diabete, disbiosi intestinali, coliti, allergie/ intolleranze alimentari, alterazioni del peso, alimentazione in età scolare, alimentazione energetica per lo sportivo, alimentazione e autismo, alimentazione e invecchiamento, programmi anti-aging, gravidanza e allattamento, nutrizione oncologica integrata. L’attività consiste soprattutto nella elaborazione di programmi nutrizionali personalizzati, tenendo presente i principi della medicina ortomolecolare, dieta pH, nutriterapia e fitoterapia, con lo scopo di insegnare ai suoi pazienti un regime alimentare conciliabile con la vita quotidiana affinché possano raggiungere un benessere sia fisico che psichico. Biografia: http://www.demariani.it/biografia-lorella-de-mariani/

    Studio di Nutrizione Funzionale: Via B.Ricasoli, 2 Milano - Tel. 348.5473478 - E-mail: studio@demariani.it

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