Osteoporosi e alimentazione

Osteoporosi e alimentazione

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Osteoporosi e alimentazione

Sommario

    L’unico metodo per combatterla è un’efficace prevenzione e in questo l’alimentazione naturale può svolgere un ruolo di primo piano.Prevenzione basata su due capisaldi: l’attività fisica (il moto stimola la formazione della massa ossea) e l‘alimentazione (una dieta ricca di calcio).

    Sempre l’Oms raccomanda l’assunzione di almeno 800-1.500 mg al giorno di calcio. Ma quali sono i cibi e qual è la dieta che assicura il miglior apporto di calcio? Viene subito da pensare al latte e ai formaggi, in realtà non è così.L’osteoporosi è la più frequente delle malattie metaboliche delle ossa. Concretamente si tratta di una riduzione della massa e della densità dell’osso. In altre parole, si registra una rarefazione della trama, l’osso colpito si presenta rarefatto, bucherellato, e contemporaneamente vi è una riduzione del numero e dello spessore delle trabecole dell’osso spugnoso.

    La conseguenza diretta di questo stato di cose sono le fratture: le ossa più colpite sono le vertebre e il collo del femore.

    Esercizio fisico Che fare, allora? Innanzitutto è molto importante l’esercizio fisico. Praticare ginnastica in forma dolce è molto utile, poiché l’esercizio è fondamentale per stimolare la fissazione del calcio nelle ossa. E’ stato dimostrato che donne in menopausa hanno beneficiato di un aumento di densità ossea delle vertebre lombari pari al 5,2% in seguito a 9 mesi di ginnastica che consisteva di esercizi della durata di 50-60 minuti per tre volte alla settimana.

    Gli esercizi più efficaci per prevenire l’osteoporosi sono quelli che prevedono il “trasporto del proprio peso”. Quindi sono molto utili le passeggiate, lo jogging, l’aerobica, il ballo; mentre non danno il risultato sperato il nuoto e gli esercizi da seduti e da sdraiati.

    Per quanto riguarda il ruolo del calcio è interessante osservare che nell’osteoporosi quasi sempre i livelli di calcio nel sangue (calcemia) sono normali, quindi compresi tra i 9 e i 10 mg/dl.
    L’organismo funziona sempre in base a delle priorità, una di queste è il calcio ematico circolante (contenuto nel sangue) che è indispensabile per l’attività del muscolo, quindi anche del cuore, per la coagulazione del sangue ed altre funzioni vitali.

    Non è dunque il calcio presente in questa forma che può essere idoneo a rifornire la matrice ossea, pertanto consumare il calcio derivante dal latte vaccino e dai suoi derivati non risolve il problema, anzi in alcuni casi può addirittura peggiorare la situazione. Questo perché un’altra fondamentale priorità del nostro organismo è il mantenimento del pH del sangue a livelli leggermente alcalini. Il pH ideale è compreso tra 7.39 e 7.41, i limiti estremi sono compresi tra 7.1 e 7.8 superando i quali, con un eccesso di acidità o di alcalinità, compaiono sintomi seri, pertanto esistono dei meccanismi di compensazione che hanno la funzione di mantenere il pH a livelli adeguati. (vedi Dieta pH )

    L’alimentazione moderna comprende cibi raffinati e molto proteici che lasciano molti residui acidi che il corpo si trova costretto a neutralizzare in vario modo. In primo luogo, l’eccesso di acidi viene compensato dal sodio il cui serbatoio naturale è il muscolo; in seconda istanza viene consumato il fosforo, e se l’acidosi persiste l’ultimo baluardo della riserva alcalina è proprio il calcio che viene mobilizzato dall’osso.

    Per questo motivo un eccesso di latte vaccino e derivati, in quanto acidificanti, può sottrarre calcio dalla matrice ossea per ristabilire un pH normale all’interno dell’organismo. Se anche il calcio non basta, per ridurre l’eccesso di acidità l’organismo libera ammonio dai reni, si tratta però di una soluzione, che crea più danni che benefici, in quanto l’ammonio si diffonde principalmente nelle strutture adipose e va a legarsi ai ricettori destinati ad accogliere il GH, un ormone molto importante che svolge una preziosa funzione contro l’invecchiamento.

    Sì, a verdure e cereali integrali In questo modo, minerali preziosi vengono sottratti all’organismo per tamponare errori alimentari, il GH non può svolgere la sua importante funzione anti-invecchiamento, i cicli metabolici vanno in esaurimento e questo apre le porte non solo all’osteoporosi, ma anche alle più diverse malattie.

    I semi in cucina

    Sesamo - Da sempre utilizzati in Sicilia, l’unica regione italiana dove vengono ancor oggi coltivati, per aromatizzare e guarnire il pane, i semi di sesamo, sono forse i meno conosciuti tra i semi oleosi. In alimentazione naturale, vengono utilizzati sia interi, leggermente tostati, per guarnire le pietanze, sia finemente macinati e mescolati con il sale (gomasio) come condimento.

    Il sesamo è caratterizzato da un elevato contenuto di proteine (18,7%), grassi (53,5%) e carboidrati (15,6%), elementi che conferiscono a questo seme un potere calorico di tutto rispetto (595 kcal). Anche la dotazione di sali minerali risulta superiore alla media degli altri semi oleosi, grazie al contenuto record di calcio (815 mg), fosforo (477 mg), magnesio (815 mg) e ferro (20,1 mg).

    Assai interessante appare anche la dotazione di vitamina B1 (0,92 mg), B2 (0,47 mg) e PP (6,9 mg). Unico inconveniente di questo prezioso seme oleoso è la presenza di sesamolo, una sostanza potenzialmente cancerogena che si forma durante il processo di tostatura. Per ridurre al minimo la sua presenza è però sufficiente effettuate una tostatura assai leggera, in modo da evitare la formazione di sostanze tossiche.

    Girasole - Insieme alle mandorle, i semi di girasole costituiscono il frutto oleoso dotato di minore potere calorico (557 kcal), grazie al bassissimo tenore di grassi (45,6 %), inferiore a quello di qualsiasi altro seme oleoso. Elevato risulta invece il contenuto di proteine (20-28%) e di carboidrati (23,5%).

    Ciò che distingue i semi di girasole da altri alimenti dello stesso gruppo è il ricchissimo patrimonio vitaminico, uno dei più elevati del mondo vegetale. In particolare nei semi di girasole troviamo la rarissima vitamina B12 (4 mcg), pressoché assente negli altri alimenti di origine vegetale, e un contenuto record di vitamina B1 (1,36-2,2 mg), il più elevato in assoluto tra tutti gli alimenti. Buoni anche i valori di vitamina A (40 mcg), D (22 mcg), E (31 mg) e PP (3,3 mg). I semi di girasole si distinguono anche per il ricco tenore di sali minerali inferiore solo a quello del sesamo.

    Numerose ricerche hanno evidenziato nei semi di girasole una cospicua presenza di acido clorogenico, in grado di inibire l’attività della tripsina e dell’arginasi e quindi l’assimilazione delle proteine e delle vitamine, ma come altri inibitori degli enzimi digestivi, l’acido clorogenico svolge anche una preziosa azione di protezione dell’organismo sia come antibatterico e antinfettivo, sia come agente antitumorale e antimutageno.

    Zucca – Una segnalazione meritano anche i semi di zucca, da sempre considerati tra i semi oleosi i “parenti poveri” del gruppo. Eppure si tratta di alimenti dotati di un contenuto di proteine (18,7%), carboidrati (24 %) e grassi (50,5 %) di tutto riguardo.

    Elevato risulta anche il contenuto di sali minerali tra cui spicca il ferro (8,9 mg), lo zinco e il fosforo. In particolare, i semi di zucca decorticati, risultano ricchi di cucurbitina che oltre a svolgere un’efficace azione vermifuga, specialmente nei confronti della tenia, secondo alcuni ricercatori (Pedretti, Debuigne) svolgerebbe un’utile azione anticancerosa nei confronti dell’ipertrofia della prostata.

    CONTENUTO DI CALCIO NEI CIBI

    Alimenti mg di calcio per ogni 100 g di prodotto

    Semi di sesamo               1160

    Kelp (alghe marine)         1093

    Formaggio svizzero                950

    Lievito (quantità moderate)   424

    Sardine, con le lische             358

    Carruba                                 352

    Latte di soia             330

    Semi di lino               271

    Prezzemolo              260

    Mandorle                  245

    Fichi secchi              240

    Germogli si soia        226

    Foglie di tarassaco   187

    Ceci                          150

    Yogurt                       147

    Cipolle                      136

    Bianchi d’uovo          131

    Pistacchi                   131

    Latte di capra                      129

    Tofu (formaggio di soia)      128

    Broccoli                               123

    Semi di girasole                  121

    Latte di mucca intero          120

    Farine integrali                   105

    Fagiolame, fagiolini (circa)   102

    Spinaci bolliti                         92

    Ostriche                                8

     

    Alimenti Si   

    Cereali integrali (in part. miglio)

    Semi (in part. sesamo)

    Verdure (a foglie e a radice)

    Legumi (in part. soia)

    Vitamina C (in forma naturale)

    The bancha

    Germogli (in part. alfa alfa)

    Prugne umeboshi

    Limone

    Alghe

     

    Alimenti No

    Formaggi

    Latte e latticini

    Pomodoro e patate

    Proteine animali (in part. carne)

    Vitamina C di sintesi

    Caffè, vino e alcolici in genere

    Zuccheri raffinati

    Cenni Biografici

    La Dottoressa A. Lorella De Mariani, Biologa Nutrizionista Specialista in Biochimica Clinica,Master di II Livello in Oncologia Integrata, socio dell'Associazione di Ricerca per le terapie Oncologiche Integrate A.R.T.O.I. Collabora con oncologi per calibrare e ottimizzare lo stile di vita e alimentare dei pazienti.  Ha conseguito l’abilitazione alla professione di biologo ed è iscritta all’albo dei biologi dal 17 marzo 1989 n. iscrizione 31855. Si occupa dei meccanismi alla base dei processi degenerativi correlati alla nutrizione: malattie cardiovascolari, malattie autoimmuni, disfunzioni del metabolismo lipidico, diabete, disbiosi intestinali, coliti, allergie/ intolleranze alimentari, alterazioni del peso, alimentazione in età scolare, alimentazione energetica per lo sportivo, alimentazione e autismo, alimentazione e invecchiamento, programmi anti-aging, gravidanza e allattamento, nutrizione oncologica integrata. L’attività consiste soprattutto nella elaborazione di programmi nutrizionali personalizzati, tenendo presente i principi della medicina ortomolecolare, dieta pH, nutriterapia e fitoterapia, con lo scopo di insegnare ai suoi pazienti un regime alimentare conciliabile con la vita quotidiana affinché possano raggiungere un benessere sia fisico che psichico. Biografia: http://www.demariani.it/biografia-lorella-de-mariani/

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