GHOST-FATTEST:Il tessuto adiposo che non si vede

GHOST-FATTEST:Il tessuto adiposo che non si vede

0
GHOST-FATTEST:Il tessuto adiposo che non si vede

Sommario

    Premessa: il tessuto adiposo non è un semplice deposito di calorie in eccesso. La scoperta della capacità degli adipociti di rilasciare messaggeri chimici ne hanno ridefinito le caratteristiche ed il ruolo endocrinologico. Oltre a ciò è opportuno sottolineare che la massa grassa si differenzia anche per tipologia e per localizzazione. Per esempio è stato osservato che il tessuto adiposo sottocutaneo, presente nella zona gluteo-femorale, è cardioprotettivo, mentre quello in altra sede (es. muscoli, fegato, addome) è associato ad un incremento dello stato infiammatorio, della resistenza insulinica (i.e. malfunzionamento della capacità dell’insulina di regolare la glicemia), della dislipidemia (iper-colesterolemia) ed alla riduzione della forza o mobilità nei soggetti anziani. In questo articolo ci soffermeremo sul tessuto adiposo intra ed inter-muscolare (TAIM), cioè quella porzione poco apparente, poiché è localizzata dentro e tra i fasci muscolari, con cui spesso è erroneamente scambiata.

    Questo tessuto, pur essendo di modeste dimensioni nei muscoli, è fortemente correlato alla sensibilità dell’insulina sia nei soggetti giovani che in quelli anziani e, per questo motivo, un suo accumulo rappresenta un forte fattore di rischio per l’insorgenza del diabete di tipo II. Inoltre l’eccesso di TAIM nel muscolo è associata alla perdita di forza e calo delle capacità motorie, probabilmente perché interferisce con la funzionalità delle fibre muscolari adiacenti. Questi effetti sfavorevoli creano un vero e proprio circolo vizioso, in quanto il malfunzionamento muscolare predispone a sua volta ad un aumento di questo tessuto adiposo. Per esempio è stato dimostrato che in seguito a scarsa mobilità (es. ictus, lesioni al midollo spinale, fratture ossee, neuropatie periferiche, sedentarietà) il TAIM aumenta di volume, mentre in parallelo il valore della glicemia si innalza. Benché la suddetta relazione non sia ancora del tutto chiara, si ipotizza che gli adipociti di questo tessuto, simili a quelli viscerali, potrebbero rilasciare molecole pro-infiammatorie (citochine), che provocano infiammazione sia dentro il muscolo che a livello sistemico. La stretta vicinanza tra il TAIM e le fibre muscolari potrebbe incidere negativamente sulle funzionalità muscolari anche attraverso alterazioni del flusso ematico, induzione della resistenza insulinica ed eventuali cambiamenti dell’orientamento delle fibre muscolari.

    E’ noto che durante il processo di invecchiamento si assiste ad una perdita graduale della massa magra, in primis tessuto muscolare ed osseo. Si precisa, tuttavia, che la perdita del tessuto magro non si traduce in un calo direttamente proporzionale della forza muscolare. Si stima a riguardo che la perdita media annuale dell’1% della massa muscolare sia accompagnata da un calo della forza dell’ordine del 4-8%. Questa relazione è mediata, almeno in parte, dal tessuto adiposo inter-muscolare, il quale influenza negativamente la qualità dei muscoli e la loro attivazione, cioè la capacità di produrre forza massimale durante la contrazione. A supporto di tutto ciò è stato osservato che un livello elevato di TAIM nei muscoli dei soggetti anziani sono associati a basse capacità motorie (forza, velocità ed agilità), oltre ad essere un predittore di limitazioni motorie nella vita quotidiana (es. buste della spesa, scale, alzarsi dalla sedia, camminate).

    Il tessuto adiposo inter-muscolare è anche un determinante forte ed indipendente della densità minerale ossea. Inoltre un suo accumulo aumenta il rischio di frattura all’anca del 40%, in modo indipendente dalla densità minerale ossea.

    Senza un corretto stile di vita il tessuto adiposo inter-muscolare è destinato ad aumentare progressivamente durante l’arco della vita, anche in coloro che mantengono il peso stabile o, addirittura, lo riducono. In verità il TAIM è influenzato prevalentemente dall’alimentazione (eccesso calorico), dalla sedentarietà e dalla presenza di malattie o traumi piuttosto che dall’invecchiamento di per sé. In particolare l’attività fisica esercita un effetto profondo su questo tessuto adiposo, come evidenziato dal fatto che soggetti sportivi dai 40 a 81 anni non mostrano differenze sostanziali del TAIM. Gli studi hanno confermato che una sana alimentazione insieme ad una regolare attività fisica, sufficiente per durata ed intensità, riducono il tessuto adiposo inter-muscolare con o senza un calo ponderale. Persino una bassa attività motoria, come camminare 30 minuti due volte alla settimana, può essere utile per arrestare o prevenire l’accumulo del TAIM negli anziani. Si suppone che ciò sia dovuto alla richiesta energetica del muscolo sotto sforzo, che utilizza questa riserva di grasso come combustibile. Generalmente sono necessari almeno tre mesi di attività motoria regolare per ridurre l’infiltrazione del grasso nei muscoli.

    Bibliografia:

    • L. Stehno-Bittel, “Intricacies of fat,” PhysicalTherapy, vol. 88,no. 11, pp. 1265–1278, 2008.
    • B. H. Goodpaster, F. L. Thaete, and D. E. Kelley, “Thigh adipose tissue distribution is associated with insulin resistance
    • in obesity and in type 2 diabetes mellitus,” American Journal of Clinical Nutrition, vol. 71, no. 4, pp. 885–892, 2000.
    • J.-E. Yim, S.Heshka, J. Albu et al., “Intermuscular adipose tissue rivals visceral adipose tissue in independent associations with cardiovascular risk,” International Journal of Obesity, vol. 31, no. 9, pp. 1400–1405, 2007.
    • L. E. Beasley, A. Koster, A. B. Newman et al., “Inflammation and race and gender differences in computerized tomographymeasured adipose depots,” Obesity, vol. 17, no. 5, pp. 1062–1069, 2009
    • L. J. Tuttle, D. R. Sinacore, and M. J. Mueller, “Intermuscular adipose tissue is muscle specific and associated with poor
    • functional performance,” Journal of Aging Research, vol. 2012, Article ID 172957, 2012.
    • T. M. Manini, B. C. Clark, M. A. Nalls, B. H. Goodpaster, L. L. Ploutz-Snyder, and T. B. Harris, “Reduced physical activity
    • increases intermuscular adipose tissue in healthy young adults,” American Journal of Clinical Nutrition, vol. 85, no. 2, pp. 377– 384, 2007.
    • B. H.Goodpaster, P.Chomentowski, B. K.Ward et al., “Effects of physical activity on strength and skeletal muscle fat infiltration in older adults: a randomized controlled trial,” Journal of Applied Physiology, vol. 105, no. 5, pp. 1498–1503, 2008.
    • C. Gerber, A. G. Schneeberger, H. Hoppeler, and D. C. Meyer, “Correlation of atrophy and fatty infiltration on strength and integrity of rotator cuff repairs: a study in thirteen patients,” Journal of Shoulder and Elbow Surgery, vol. 16, no. 6, pp. 691–696, 2007.
    • T. Lang, J. A. Cauley, F. Tylavsky, D. Bauer, S. Cummings, and T. B. Harris, “Computed tomographic measurements of thigh muscle cross-sectional area and attenuation coefficient predict hip fracture: the health, aging, and body composition study,” Journal of Bone andMineral Research, vol. 25, no. 3, pp. 513–519, 2010.
    • J. H. Kim, S. H. Choi, S. Lim et al., “Thigh muscle attenuation measured by computed tomography was associated with the risk of low bone density in community-dwelling elderly population,” Clinical Endocrinology, vol. 78, no. 4, pp. 512–517, 2012.

    Cenni Biografici

    La Dottoressa A. Lorella De Mariani, Biologa Nutrizionista Specialista in Biochimica Clinica,Master di II Livello in Oncologia Integrata, socio dell'Associazione di Ricerca per le terapie Oncologiche Integrate A.R.T.O.I. Collabora con oncologi per calibrare e ottimizzare lo stile di vita e alimentare dei pazienti.  Ha conseguito l’abilitazione alla professione di biologo ed è iscritta all’albo dei biologi dal 17 marzo 1989 n. iscrizione 31855. Si occupa dei meccanismi alla base dei processi degenerativi correlati alla nutrizione: malattie cardiovascolari, malattie autoimmuni, disfunzioni del metabolismo lipidico, diabete, disbiosi intestinali, coliti, allergie/ intolleranze alimentari, alterazioni del peso, alimentazione in età scolare, alimentazione energetica per lo sportivo, alimentazione e autismo, alimentazione e invecchiamento, programmi anti-aging, gravidanza e allattamento, nutrizione oncologica integrata. L’attività consiste soprattutto nella elaborazione di programmi nutrizionali personalizzati, tenendo presente i principi della medicina ortomolecolare, dieta pH, nutriterapia e fitoterapia, con lo scopo di insegnare ai suoi pazienti un regime alimentare conciliabile con la vita quotidiana affinché possano raggiungere un benessere sia fisico che psichico. Biografia: http://www.demariani.it/biografia-lorella-de-mariani/

    Studio di Nutrizione Funzionale: Via B.Ricasoli, 2 Milano - Tel. 348.5473478 - E-mail: studio@demariani.it

    Ok
    Usiamo i cookie per offrire un'esperienza affidabile e personalizzata. Cliccando su Ok o interagendo senza modificare le impostazioni del browser acconsenti all'utilizzo di tutti i cookies di cui fa uso il sito. Cookie Policy