Test Radicali liberi

Test Radicali liberi

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Test Radicali liberi

Sommario

    Radicali Liberi sono atomi o molecole altamente instabili per la presenza di un elettrone spaiato spaiato (che è responsabile della loro instabilità e reattività) nell’orbitale più esterno, vengono normalmente prodotti dal nostro organismo durante le reazioni del metabolismo ossidativo e in presenza di ossigeno.
    Queste molecole instabili chiamate “ ossidanti” perché hanno la capacità di combinarsi con altre molecole, cioè do ossidarle. I principali radicali liberi sono:

    1. radicale idrossilico
    2. radicale superossido
    3. ossigeno singoletto
    4. perossido di idrogeno

    Questi quattro tipi di molecole sono instabili perché hanno uno o più elettroni liberi, e quindi in cerca di altre molecole a cui possono attaccarsi.
    I  radicali liberi  non si possono né vedere né sentire e rappresentano una grave minaccia per il nostro organismo, perché ne possono minare l’integrità, esercitando una vera e propria aggressione cellulare, chiamata Stress Ossidativo.

    Lo Stress Ossidativo ha origine dall’azione dei radicali (RL), che vengono identificati come i principali responsabili del processo di invecchiamento e dell’ insorgere di numerose patologie croniche dell’adulto (cardiovascolari, metaboliche, neurodegenerative, tumorali, infiammatorie sistematiche o  a carico di singoli organi) che sono di carattere degenerativo.

    In condizioni ottimali l’organismo di una persona sana si difende dallo stress ossidativo attraverso un proprio sistema antiossidante.
    Tali difese interne rappresentano i cosiddetti Antiossidanti Endogeni che possono essere distinti in :

    1. Superossido dismutasi- SOD ,
    2. Catalasi,
    3. Glutatione perossidasi – GSH

    I principali Antiossidanti Esogeni sono rappresentati da:

    • Vitamina A, Vitamina E, Vitamina C,
    • Carotenoidi,
    • Bioflavonoidi
    • Acido lipoico
    • Coenzima Q10
    • Polifenoli
    • Minerali: Se-Cu-Zn-Mn

    L’organismo di una persona sana è attrezzato per far fronte alla presenza dei radicali liberi difendendosi con il proprio   “sistema antiossidante”.
    Nel momento in cui il corpo è sottoposto ad uno stress metabolico o psicologico talmente intenso da provocare un’ eccessiva produzione di radicali liberi,  il nostro sistema antiossidante non è più in grado di neutralizzare questo processo; così i radicali liberi aggrediscono le cellule causando danni di varia gravità e provocando lo stato di “stress ossidativo”.

    Il test per i Radicali Liberi è un utile strumento per:

    • Identificare e misurare lo stress ossidativo e prevenire le sue conseguenze in soggetti normali, asintomatici con o senza fattori di rischio, nell’ambito di una medicina preventiva.
    • Monitorare lo stress ossidativo e l’efficacia di specifiche terapie in soggetti patologici
    • Monitorare e combattere lo stress ossidativo in soggetti a rischio per comportamenti o stili di vita scorretti
    • Verificare l’efficacia delle terapie antiossidanti

    BAP test ( Biological Antioxidant Potential):può essere considerato come il livello ulteriore di approfondimento delle condizioni di stress ossidativo, infatti misura anche la componente antiossidante nel sangue.
    Concludendo con 2 semplici test è possibile valutare lo stress ossidativo e le potenzialità antiossidante dell’organismo.

    Numerosi fattori esterni contribuiscono ad  aumentare i radicali liberi, esempio:

    • Alimentazione non bilanciata
    • Stress psicofisico
    • Inquinamento ambientale
    • Fumo
    • Radiazioni ionizzanti, e  Raggi ultravioletti
    • Attività fisica intensa
    • Farmaci
    • Alcol

    Tutte queste condizioni possono essere causa di processi ossidativi che danneggiano le membrane cellulari, il DNA, alterando gli stessi meccanismi di riparazione biologica. Un aumento dei radicali liberi produce pertanto danni a livello cellulare, danni che non sono immediati, ma si manifestano inevitabilmente nel tempo, con una compromissione della funzionalità delle cellule. I tessuti più colpiti dallo stress ossidativo sono: il tessuto cerebrale, il cuore, i muscoli scheletrici e la cute. I radicali liberi sono quindi coinvolti in molti meccanismi di degenerazione e di invecchiamento dell’organismo, in particolare quelli di aterosclerosi precoce e, come cofattori o fattori scatenanti, in svariate neoplasie.
    Almeno l’85% delle malattie croniche e degenerative sono conseguenza dell’azione dei radicali liberi; nelle patologie cardiovascolari non è solo importante il livello di colesterolo nel sangue, ma anche quello dei radicali liberi; se da un lato l’artrite è un processo infiammatorio cronico, dall’altro i radicali liberi ne sono la concausa, come veri responsabili del processo infiammatorio.
    Mentre si stanno ancora cercando cure per le malattie cronico-degenerative, esistono oggi numerose prove che una percentuale elevata di queste potrebbe essere addirittura evitata.
    Dipende da noi: dalla nostra dieta e dalla nostra capacità di integrarla in modo mirato e vincente.
    Ne conseguono inoltre problematiche di carattere estetico: la ridotta ossigenazione dei tessuti può aggravare e accentuare la cosiddetta panniculopatia edemato-fibro-sclerotica, nota come “ cellulite “, che ha proprio tra le sue cause principali i danni strutturali a carico del microcircolo.
    Lo Stress Ossidativo comporta un invecchiamento della cellula e quindi dei tessuti con tutto quel che ne consegue in termini di efficienza.
    L’invecchiamento della pelle è uno dei segnali più conosciuti!

    I sintomi legati ad una condizione di stress ossidativo da radicali liberi sono i seguenti:

    • Malattie cardiache
    • Patologie circolatorie ed ictus
    • Malattie infiammatorie intestinali
    • Invecchiamento sia dei tessuti esterni (pelle, rughe) che interni
    • Persistenza di infezioni da parassiti, funghi o batteri
    • Infiammazioni croniche delle mucose (gastriti, faringiti, cistiti ecc)
    • Stanchezza e fatica cronica

    Considerando l’effetto dannoso dello stress ossidativo sul corpo umano, diventa di grande importanza poterlo misurare e così intervenire con strategie idonee  secondo il livello di stress (alimentazione  antiossidante).
    I radicali liberi che vengono misurati sono quelli a contenuto di ossigeno (ROMs, ovvero Reactive Oxygen Metabolites-  Metaboliti Reattivi dell’Ossigeno).

    Il D-Roms Test quantizza lo stato di ossidazione ematico in termini di U. Carr (Unità Caratelli). Il valore di 1 U.Carr corrisponde a una concentrazione di perossido di idrogeno di 0.08 mg%.

    Fino a 250     U.Carr    Valori Normali
    251-300     U-Carr  Condizione Borderline
    301-210     U.Carr   Lieve stress   ossidativo
    321-360     U.Carr    Medio stress ossidativo
    361-400     U.Carr    Forte stress  ossidativo
    oltre 400      U.Carr    Fortissimo stress ossidativo

    Grazie quindi alla possibilità di “dosare” lo stress ossidativo, una persona può avere una precisa idea della propria esposizione al rischio “ radicali liberi”. Come un soggetto con un alto livello di colesterolo nel sangue sa di avere un rischio di natura cardiovascolare proporzionale al valore del livello stesso, così il soggetto che effettua il test dello stress ossidativo ricava un’informazione utilissima, in quanto questo evidenzia il grado di esposizione, anch’esso proporzionale al valore riscontrato, a una deleteria e nociva azione dei radicali liberi.
    Ma non solo. Esiste anche la possibilità di vedere dosata la cosiddetta “barriera antiossidante “ e cioè la quantità e la qualità dei sistemi difensivi del proprio organismo (Bap test).
    La possibilità quindi di poter misurare in forma accurata con un metodo semplice lo stato ossidativo e la capacità antiossidante di un sistema biologico appare, alla luce dei nuovi traguardi della medicina, di fondamentale importanza  nonché indispensabile nel monitoraggio di terapie e alimentazione antiossidante  e  consente inoltre  di valutare il reale stato delle nostre difese fisiologiche e di segnalare precocemente squilibri verso gli stati patologici.

    Spesso si sente parlare di sostanze ad azione antiossidante e si pensa solo e unicamente alle classiche vitamine C ed E. In realtà il ventaglio di queste sostanze è assai più ampio; eccone una panoramica:

    • acido lipoico
    • bioflavonoidi
    • betacarotene (provitamina A)
    • vitamina A
    • vitamina E
    • vitamina C
    • selenio
    • zinco
    • superossidodismutasi (SOD)
    • rame
    • potassio
    • picogenolo
    • resvetralolo
    • melatonina (agisce come scavanger, cioè come “spazzino”, contro i radicali OH-)
    • luteina
    • licopene
    • glutatione
    • coenzima Q10
    • catalasi
    • amminoacidi solforati (es. cistina, metionina, cisteina, taurina)

    La possibilità quindi di poter misurare in forma accurata con un metodo semplice lo stato ossidativo e la capacità antiossidante di un sistema biologico appare, alla luce dei nuovi traguardi della medicina, di fondamentale importanza  nonché indispensabile nel monitoraggio di terapie e alimentazione antiossidante  e  consente inoltre  di valutare il reale stato delle nostre difese fisiologiche e di segnalare precocemente squilibri verso gli stati patologici.

    L’azione di prevenzione dell’invecchiamento è rivolta da un lato a cercare di ridurre il più possibile la quantità di radicali liberi presenti nel nostro organismo e, dall’altro, a cercare di aumentare la quantità di quelle sostanze in grado di combatterli. A tale proposito è interessante sapere che esistono degli alimenti in grado di neutralizzare i radicali liberi. E’ stata stabilita una misura del potere antiossidante dei vegetali, ed è stata definita una unità di misura, cui è stato dato il nome di ORAC (oxigen radical absorbance capacity).

    Alimenti che apportano fino a 500 unità ORAC per porzione:
    Cetrioli 1 :  36 unità
    Pomodori 1: 116 unità
    Spinaci crudi un piatto : 182 unità
    Pesca 1 : 248 unità
    Mela 1 :  301 unità
    Melanzana 1: 326 unità
    Uva bianca/nera un grappolo : 357/570 unità
    Cipolla 1: 360 unità
    Uvetta nera un cucchiaio :  396 unità
    Cavolfiore cotto una tazza: 400 unità
    Fagiolini cotti una tazza: 404 unità
    Patata americana 1: 404 unità
    Kiwi 1: 548 unità

    Alimenti che apportano da 500 a 1000 unità:

    Peperone 1 : 529 unità
    Uva nera un grappolino: 569 unità
    Avocado 1:571 unità
    Patata arrosto 1:575 unità
    Susina 1: 626 unità
    Arancia 1: 983 unità

    Alimenti che apportano da 1000 a 2000 unità:
    Succo d’arancia 1 bicchiere: 1142 unità
    Fragole una tazza:1170 unità
    Pompelmo rosa 1 : 1188  unità
    Succo di pompelmo un bicchiere: 1274 unità
    Cavoli di bruxelles  cotti una tazza : 1384 unità
    Prugne nere 2: 1457 unità
    More una tazza: 1466 unità
    Barbabietola cotta una tazza: 1782 unità

    Alimenti che apportano oltre 2000 unità:
    Cavolo verde cotto una tazza :2048 unità
    Mirtilli una tazza :3480 unità
    Succo di uva nera un bicchiere : 5216 unità

    È bene ricordare come, tra i “segreti” per rimanere giovani e sani, c’è sempre quello di una giusta alimentazione.
    Non è sufficiente mangiare poco, ma è fondamentale scegliere qualità e tipo di alimenti da assumere più spesso di altri.

    Cenni Biografici

    La Dottoressa A. Lorella De Mariani, Biologa Nutrizionista Specialista in Biochimica Clinica,Master di II Livello in Oncologia Integrata, socio dell'Associazione di Ricerca per le terapie Oncologiche Integrate A.R.T.O.I. Collabora con oncologi per calibrare e ottimizzare lo stile di vita e alimentare dei pazienti.  Ha conseguito l’abilitazione alla professione di biologo ed è iscritta all’albo dei biologi dal 17 marzo 1989 n. iscrizione 31855. Si occupa dei meccanismi alla base dei processi degenerativi correlati alla nutrizione: malattie cardiovascolari, malattie autoimmuni, disfunzioni del metabolismo lipidico, diabete, disbiosi intestinali, coliti, allergie/ intolleranze alimentari, alterazioni del peso, alimentazione in età scolare, alimentazione energetica per lo sportivo, alimentazione e autismo, alimentazione e invecchiamento, programmi anti-aging, gravidanza e allattamento, nutrizione oncologica integrata. L’attività consiste soprattutto nella elaborazione di programmi nutrizionali personalizzati, tenendo presente i principi della medicina ortomolecolare, dieta pH, nutriterapia e fitoterapia, con lo scopo di insegnare ai suoi pazienti un regime alimentare conciliabile con la vita quotidiana affinché possano raggiungere un benessere sia fisico che psichico. Biografia: http://www.demariani.it/biografia-lorella-de-mariani/

    Studio di Nutrizione Funzionale: Via B.Ricasoli, 2 Milano - Tel. 348.5473478 - E-mail: studio@demariani.it

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