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D.ssa A. Lorella De Mariani Biologa Nutrizionista
Specialista Biochimica Clinica Ordine dei Biologi n.031855


Asma allergico: attenzione alla dieta | Stampa |
Negli ultimi anni è aumentata notevolmente la diffusione dell’asma allergico.
Qual è la sua origine?
Numerosi studi epidemiologici hanno oramai dimostrato che accanto alla componente genetica ereditaria, un ruolo di grande importanza svolgono i fattori ambientali.
In pratica, l’allergia può essere interpretata come una sorta di iperattività, una reazione esagerata da parte del sistema immunitario nei confronti di sostanze disperse nell’ambiente (pollini, polvere, peli di gatto, ecc), normalmente innocui per la maggior parte delle persone, ma che negli individui predisposti fa scattare la reazione allergica.L’allergia prevede sempre due momenti distinti: una prima fase detta di “sensibilizzazione”, in cui il soggetto viene a contatto con la sostanza scatenante (antigene), dopo di che il sistema immunitario reagisce producendo anticorpi specifici (IgE) che si legano a cellule del tessuto connettivo (mastociti) e cellule del sangue (basofili).

In un secondo tempo, in seguito ad una nuova esposizione alla stessa sostanza, l’antigene si lega a due IgE adiacenti, creando in questo modo dei “ponti”, fenomeno che stimola la degranulazione di mastociti e basofili e la sintesi ex novo di mediatori infiammatori i quali, una volta liberati, provocano vasodilatazione, aumento della permeabilità dei vasi e delle secrezioni ghiandolari.

Nell’asma i mediatori chimici, liberati a livello bronchiale, provocano la contrazione della muscolatura liscia dei bronchi, causando un’ostruzione bronchiale che determina una difficoltà respiratoria (dispnea), accompagnata durante l’espirazione da caratteristici sibili. muco scarso e molto viscoso.

Alimentazione
In genere, per i soggetti allergici è importante seguire un’alimentazione a basso contenuto di sostanze allergizzanti e amine vasoattive; in particolare, vanno eliminati dalla dieta: latte e derivati, uova, noci, molluschi, salumi, bibite alcoliche, cioccolato e alcuni frutti come kiwi, fragole, arance e più in generale alimenti, bevande e farmaci trattati con additivi (coloranti e conservanti). Il latte e i suoi derivati sono da evitare soprattutto per coloro che soffrono di asma e/o rinite allergica, questo perché tali alimenti provocano un’ipersecrezione di muco in soggetti che hanno una funzione emuntoriale costituzionalmente ridotta, quindi una minor capacità di eliminare le tossine, la cui azione si ripercuote in particolare a livello respiratorio.

In particolare, additivi come la tartrazina e i benzoati stimolano la produzione di un composto che aumenta il numero delle mastociti nell’organismo.

Attenzione al fegato
La reazione allergica è un momento in cui, attraverso lo scatenarsi del processo infiammatorio, l’organismo pone le condizione per eliminare il sovraccarico di tossine che non riesce in altro modo a liberare.

Normalmente gli organi emuntori (pelle, reni, intestino, polmoni) provvedono a purificare l’organismo e a liberarlo dal carico tossico accumulato quotidianamente. Accumulo che può essere sia fisico che psichico.

Lo stress di per sé, indebolisce la capacità di eliminazione degli organi emuntori, superata una determinata soglia scatta l’allarme ed interviene il processo infiammatorio. Spesso il soggetto allergico ha il fegato in sovraccarico, anche per questo è bene che eviti latticini, proteine animali in eccesso, ma anche le solanacee (in particolare pomodori, peperoni e melanzane), arachidi e noci. Trae invece grande giovamento dagli alimenti di provenienza biologica come: cereali integrali, verdura, frutta, legumi, pesce, alghe, miso, oli spremuti a freddo, alcuni semi oleosi (fatta eccezione di arachidi e noci).

Esistono diversi studi epidemiologici che hanno rilevato importanti miglioramenti nei soggetti sofferenti di asma allergico in seguito al cambiamento del regime alimentare.(vedi Dieta antiallergica)

Analogamente, di grande aiuto può risultare al soggetto allergico anche la rilevazione delle intolleranze alimentari, in modo da quegli alimenti che stimolano l’ipersensibilità del sistema immunitario.

 

Alimenti consigliati

Miso.
E’ un alimento fermentato a base di soia e un cereale (riso oppure orzo), si utilizza come condimento, ottimo per le zuppe. Oltre ad essere un depurativo del fegato, alcalinizza il sangue, migliora la circolazione ed aiuta a ristabilire la flora batterica intestinale. Si ricorda che nell’intestino si gioca una parte fondamentale negli equilibri del sistema immunitario.

Alghe.
Forniscono minerali e vitamine, sostanze antiossidanti importantissime, e al tempo stesso drena le tossine epatiche.

Pesce.
E’ da preferire alla carne per il suo contenuto in acidi grassi insaturi, in particolare gli omega 3 che riducono la sintesi dei leucotrieni, sostanze altamente infiammatorie.

Semi di lino.
Ricchi di omega 3, così come l’olio di lino spremuto a freddo. Si consiglia un cucchiaino di olio di lino o di semi di lino macinati al dì.

Frutta e verdura.
Sono ricchi di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie come beta-carotene, flavonoidi, vitamina A, C, E e minerali come zinco, selenio, magnesio.
 

 
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