L'intestino è dotato di una sua muscolatura che si contrae, cioè esiste un'attività di propulsione a distanza e di segmentazione; la prima spinge il contenuto e l'altra lo rallenta.
Accade però che alcuni individui, vuoi per un aumento delle onde di propagazione che hanno una grande ampiezza ed energia, vuoi per una particolare "sensibilità" alla distensione gassosa dei visceri, avvertono dolore, del tipo a colica, cioè che "va e viene", aumenta e si riduce, e sentono le anse "muoversi".
C'è gonfiore addominale esteso a tutto l'ambito del colon o localizzato in una sede. Se prevale, dunque, l'attività propulsiva, l'alimento è, così, più rapidamente spinto attraverso l'intestino, causando gas, rigonfiamento e diarrea.
In altri casi, tuttavia, accade l'opposto e prevale l'attività segmentante, sicchè il contenuto del lume, si disidrata, il passaggio dell'alimento ritarda e le feci diventano dure ed asciutte.
Sappiamo che l'attività fondamentale in condizioni di normalità, è rappresentata dall'assorbimento dell'acqua e dalla formazione di feci semisolide.
A livello del colon due fenomeni si considerano importanti per la formazione di feci normali:
1) l'assorbimento di acqua, di sodio e di cloro, nonché una modica secrezione di potassio;
2) i processi di fermentazione e di putrefazione, realizzati dai batteri che costituiscono l'abituale flora microbiologica intestinale.
Si capisce, perciò, come un'alterazione degli stessi processi determini o un transito accelerato con diarrea o un transito ridotto con stipsi e fatti putrefatti o, infine, l'alternarsi di un alvo stitico e diarroico per il concomitante sviluppo di processi putrefattivi e l'azione irritante di microrganismi. Altri sintomi, infine, sono l'alitosi (odore fecaloide dell'alito specie nella varietà con stipsi), la nausea, il vomito, le eruttazioni, l'anoressia, il meteorismo, la flatulenza, la cefalea, le vertigini,le palpitazioni,l'emicrania.
Le cause sono complesse, ma nella maggior parte dei casi si ritiene abbia un'origine psicosomatica anche se ci sono altri fattori , come per esempio particolari abitudini alimentari, (dieta a basso contenuto di scorie, intolleranza verso certi alimenti) o di vita (abitudini sedentarie) o anche farmacologiche (abuso di lassativi).
I pazienti con colon irritabile presentano tipicamente disturbi dell'alvo, alcuni con prevalenza di stipsi, altri di diarrea, ma generalmente questi disturbi si alternano.
Tra le possibili cause ricordiamo anche fattori infettivi, il colon irritabile può essere o direttamente collegato all'agente infettivo o secondariamente imputato ad uno squilibrio della flora intestinale in relazione alla terapia antibiotica.
Da non sottovalutare anche la proliferazione di
candida intestinale e altri miceti, favorita da variazioni del PH, dall'alterazione del transito intestinale e dalla immunodepressione.
Fondamentale è il cambiamento delle abitudini alimentari la dieta deve essere equilibrata, i pasti vanno assunti a orari fissi masticando il cibo molto bene, evitare alimenti che generalmente causano l'attacco, bere molto sia in caso di stipsi che diarrea ed evitare fumo ed alcol.
L'alimentazione gioca sempre un ruolo importante nella cura di questo fastidioso disturbo, in particolare sono sempre più numerose le conferme della correlazione tra sindrome del colon irritabile e intolleranze alimentari ricordo a tal proposito un articola di Zar S, Benson MJ, Kumar D. Am J Gastroenterol. 2005 Jul;100(7):1550-7 in cui i ricercatori hanno infatti dimostrato l'importanza della ipersensibilità alimentare nella genesi della sindrome del colon irritabile.
Per la salute del nostro intestino occorre:
-Mantenere una flora batterica simbiotica "buona" al fine di tenere sotto controllo la proliferazione di batteri nocivi, miceti, virus, parassiti ed esplicando numerose altre attività essenziali, tra cui la sintesi di alcune vitamine e la neutralizzazione di diverse sostanze cancerogene.
E' bene evitare di creare una situazione di
disbiosi intestinale (sostituzione delle normali popolazioni batteriche benefiche da parte di altre dannose), che a sua volta rende sempre più difficile la digestione. I cibi mal digeriti infatti, in presenza di disbiosi, vanno incontro a fenomeni fermentativi e putrefattivi, che a loro volta provocano vari disturbi.
- Fare attenzione alla masticazione, e a mantenere una alimentazione corretta
- Verificare la presenza di eventuali
Intolleranze Alimentari. Le Intolleranze conducono velocemente a
disbiosi e sono una delle principali cause di malassorbimento e possono provocare lesioni anche gravi alla mucosa intestinale.
- Controllare le emozioni, Cervello e Apparato Gastrointestinale sono profondamente connessi dal punto di vista neurologico: stress, ansia, depressione e paura alterano le secrezioni del tratto gastrointestinale e portano al proliferare di batteri dannosi. Gli stress psico-emotivi influenzano anche la motilità della muscolatura intestinale, provocando diarrea o stipsi.
- Controllare la stipsi, il transito del materiale fecale determina un incremento anche notevole della tossicità e del passaggio delle tossine attraverso la mucosa.
E' bene ricordare che al fine di migliorare la funzionalità intestinale è indispensabile consumare cinque porzioni al giorno di frutta e verdura e utilizzare cibi non raffinati e aumentare l'apporto idrico.
- Attenzione ai farmaci l'uso prolungato di alcuni di essi tra cui antibiotici, certi antidepressivi, corticosteroidi, FANS possono provocare disbiosi, e interferire con le funzioni della barriera intestinale rendendola più porosa al passaggio dall'intestino al resto dell'organismo di sostanze che normalmente non penetrano. In tal caso, oltre a una maggior quantità di tossine, entrano nell'organismo anche batteri e allergeni alimentari, che in primo luogo determinano un ulteriore sovraccarico epatico e una modificazione della risposta immunitaria.