Intestino e Infiammazione cronica

Intestino e Infiammazione cronica

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Intestino e Infiammazione cronica

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Il contenimento immunitario del microbiota è fondamentale per prevenire l’infiammazione cronica.

 Le pareti intestinali non costituiscono solamente una barriera fisica di protezione, ma sono sede di una di un’ampia riserva di cellule immunitarie pronte ad intervenire. Ciò non dovrebbe sorprendere considerando il fatto che l’intestino, nella sua completa superficie, rappresenta l’interfaccia più estesa con il mondo esterno, da cui possono sopraggiungere sia elementi nutrizionali che potenziali pericoli (es. patogeni, sostanze nocive).

In uno stato di salute l’attività del sistema immunitario intestinale consente di tollerare la presenza dei microrganismi presenti attraverso il coinvolgimento degli anticorpi, di peptidi antimicrobici e di cellule immunitarie specializzate, oltre al rilascio del muco da parte della mucosa intestinale. Inoltre, in una persona sana il microbiota intestinale è coinvolto nell’integrità della mucosa e produce un alto quantitativo di sostanze benefiche come per esempio gli acidi grassi a catena corta.

Le cause dell’infiammazione

L’intestino può essere la fonte di un’infiammazione sistemica nelle seguenti condizioni principali:

  • Iperglicemia;
  • Alimentazione scorretta;
  • Consumo frequente di emulsionanti alimentari (es. salse, gelati, margarina);
  • Rilascio eccessivo di acidi biliari dalla cistifellea;
  • Malattie infiammatorie intestinali (colite ulcerosa, morbo di Crohn);
  • Diarrea;
  • Infezioni gastroenteriche recidivanti.

L’alimentazione svolge sicuramente un ruolo rilevante nello sviluppo e nel mantenimento dell’infiammazione sistemica. Per esempio è stato dimostrato che le diete ad alto contenuto di grassi promuovono la permeabilità intestinale favorendo la traslocazione delle molecole microbiche. Di fatto una dieta a scarso contenuto di carboidrati e di fibre vegetali esercita un impatto considerevole sui microrganismi intestinali che si cibano dei loro prodotti. Pertanto un’alimentazione sbilanciata espone al rischio di disbiosi e di assottigliamento del muco intestinale incrementando la suscettibilità alle infezioni enteriche.

La disbiosi intestinale gioca un ruolo chiave nel danneggiamento della mucosa intestinale.

Le malattie metaboliche come la sindrome metabolica ed il diabete possono causare gravi ripercussioni sulla salute intestinale tramite l’aumento della glicemia. In tal caso si assiste ad un allentamento delle normali giunzioni che tengono strette le cellule intestinali l’una all’altra e vi è una maggiore circolazione di derivati microbici in tutto l’organismo. In aggiunta i disturbi dell’alvo come la diarrea possono ripercuotersi negativamente assottigliando lo strato di muco protettivo ed esponendo l’epitelio intestinale a diretto contatto con i batteri.

I meccanismi extra-intestinali

 Un gran numero di derivati e metaboliti microbici contribuiscono all’infiammazione sistemica, in primis il cosiddetto LPS. Una traslocazione eccessiva provoca lo scatenamento di processi infiammatori silenti e ripercussioni a livello metabolico provocando per esempio l’insorgere della resistenza insulinica, cioè un malfunzionamento dell’azione dell’ormone insulina. Successivamente le sostanze patogene sono riconosciute dalle cellule immunitarie e ciò scatena la produzione ed il rilascio di mediatori proinfiammatori come le citochine e le chemochine. Tutto ciò dà avvio ad uno stato infiammatorio di basso grado e purtroppo misconosciuto.

Come già accennato i batteri intestinali sono in grado di trasformare i nutrienti ed altre sostanze bioattive in altri prodotti. Ciò è particolarmente importante non solo perché influenza l’efficacia dei farmaci o di qualsiasi altro principio attivo (anche naturale), ma anche perché è responsabile della produzione di sostanze nocive. Un esempio tra tutti è la conversione dei nutrienti fosfatidilcolina, colina e carnitina in trimetilammina, la quale subisce ulteriori conversioni nel corpo fino a diventare una molecola detta TMAO. Quest’ultima, infine, ha un ruolo attivo nel guidare i processi infiammatori e l’aggregazione piastrinica favorendo l’aterosclerosi e le complicanze cardiovascolari.

Il Centro di Medicina Biologica si occupa della cura e della prevenzione delle problematiche di salute tramite un approccio terapeutico integrato e ad ampio spettro. In particolare siamo convinti che non sia possibile affrontare le problematiche di salute suddividendo in modo netto ed arbitrario i vari sistemi del corpo, i quali risultano invece molto più interconnessi tra loro rispetto a quanto creduto in passato. Ciò è ben evidente nell’argomento del nostro articolo, in quanto alcuni stati infiammatori cronicizzati e sistemici possono avere una causa a livello intestinale. Sintetizzando quanto abbiamo scritto sopra un numero crescente di studi mostra che c’è un’interazione costante tra il microbiota intestinale ed il sistema immunitario e che la disbiosi intestinale può contribuire all’infiammazione cronica.

Bibliografia essenziale:

  • Cândido FG, et al. Impact of dietary fat on gut microbiota and low-grade systemic inflammation: mechanisms and clinical implications on obesity. Int J Food Sci Nutr. 2018 Mar;69(2):125-143;
  • Rizzetto L, Fava F, Tuohy KM, Selmi C. Connecting the immune system, systemic chronic inflammation and the gut microbiome: The role of sex. J Autoimmun. 2018 Aug;92:12-34;
  • Clemente JC, Manasson J, Scher JU. The role of the gut microbiome in systemic inflammatory disease. BMJ. 2018 Jan 8;360:j5145;
  • Uchiyama K, Naito Y, Takagi T. Intestinal microbiome as a novel therapeutic target for local and systemic inflammation. Pharmacol Ther. 2019 Jul;199:164-172.

 

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Cenni Biografici

La Dottoressa A. Lorella De Mariani, Biologa Nutrizionista Specialista in Biochimica Clinica,Master di II Livello in Oncologia Integrata, socio dell'Associazione di Ricerca per le terapie Oncologiche Integrate A.R.T.O.I. Collabora con oncologi per calibrare e ottimizzare lo stile di vita e alimentare dei pazienti.  Ha conseguito l’abilitazione alla professione di biologo ed è iscritta all’albo dei biologi dal 17 marzo 1989 n. iscrizione 31855. Si occupa dei meccanismi alla base dei processi degenerativi correlati alla nutrizione: malattie cardiovascolari, malattie autoimmuni, disfunzioni del metabolismo lipidico, diabete, disbiosi intestinali, coliti, allergie/ intolleranze alimentari, alterazioni del peso, alimentazione in età scolare, alimentazione energetica per lo sportivo, alimentazione e autismo, alimentazione e invecchiamento, programmi anti-aging, gravidanza e allattamento, nutrizione oncologica integrata. L’attività consiste soprattutto nella elaborazione di programmi nutrizionali personalizzati, tenendo presente i principi della medicina ortomolecolare, dieta pH, nutriterapia e fitoterapia, con lo scopo di insegnare ai suoi pazienti un regime alimentare conciliabile con la vita quotidiana affinché possano raggiungere un benessere sia fisico che psichico. Biografia: https://www.demariani.it/biografia-lorella-de-mariani/

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